Acquisto elmi e colbacchi di Cavalleria, uniformi, elmetti, caschi coloniali, berretti, equipaggiamenti, fregi, spalline, medaglie, decorazioni, armi bianche ecc.
Colbacco per Sottufficiali e truppa da Palafreniere o da militare impiegato presso la scuola di Cavalleria.
Il colbacco era il copricapo di tutti gli appartenenti all’Arma di Cavalleria ad eccezione di quelli che appartenevano ai primi 4 Reggimenti i quali indossavano l’elmo. Derivava con qualche lievissima modifica dal modello 1872/1876. Era alto 140 mm. ed era costituito da un tubo di feltro rivestito di pelle nera di foca. La coccarda tricolore era in seta per gli Ufficiali e i Marescialli, in lana per i Sottufficiali e graduati. I sergenti maggiori, sergenti, graduati e la truppa avevano la nappina di lana rossa con al centro uno scudo nero sul quale, in bianco, era indicato il numero dello squadrone.
Con la grande uniforme il colbacco veniva ornato con la penna di corvo (per gli Ufficiali era di aquila scura) e con la treccia che era del colore caratteristico del Reggimento.
Acquisto uniformi, copricapo, elmi e colbacchi di Cavalleria, equipaggiamenti, medaglie, cimeli ecc.
Da destra a sinistra:
– Colonnello del 4° Reggimento Dragoni (Genova) in grande uniforme nera da sera;
– Ufficiale in uniforme nera da sera da visita Capitano del 14 ° Reggimento Cavalleggeri di Alessandria, colbacco da Tenente Colonnello del 13° Reggimento Cavalleggeri Monferrato;
– Ufficiale del 10° Reggimento Lancieri (Vittorio Emanuele II) in uniforme nera da sera da visita, giubba da Tenente, berretto da Maggiore.
Compro uniformi e berretti da Generale, elmi, elmetti, copricapo di qualunque tipologia, elmi e colbacchi di Cavalleria, equipaggiamenti, armi bianche, medaglie, onorificenze ecc.
Feluca da Generale con pennacchio bianco d’airone in quanto Comandante titolare di Brigata o al comando di Truppe.
La feluca in questione è stata è stata realizzata e acquistata dall’Unione Militare, adottata nel 1934 e realizzata di felpa nera. Ha le falde rialzate ed è bordata, da entrambi i lati, da una greca ricamata in argento e contornata da piume nere di struzzo. Sul lato sinistro sono applicati i distintivi di grado e di carica. Questo copricapo è stato adottato per la “grande uniforme” sia grigio/verde mod. 1934 che nera sempre mod. 1934 ed è stato abolito con l’entrata in guerra nel 1940 in base alle disposizioni che abolivano la “grande uniforme” nel quadro delle economie di guerra nonché l’uniforme nera e bianca estiva. Il berretto nero appartenuto allo stesso Generale di Brigata è stato impiegato per l’uniforme nera da visita. Come nel berretto da Generale g/v, la greca è ricamata in argento su fondo grigio/verde ed è alta 40 mm con un galloncino superiore alto 6 mm.
Valutazione e Acquisto elmi e colbacchi di Cavalleria, uniformi, berretti, equipaggiamenti, medaglie, armi bianche, fregi, documenti, fotografie ecc.
Elmo di Cavalleria in dotazione alla truppa e ai Sottufficiali dei primi 4 Reggimenti di Cavalleria (Dragoni), periodo Vittorio Emanuele III (1900/1946).
Questo elmo, derivato con qualche modifica dal modello 1833/1842, era riservato agli appartenenti ai primi quattro Reggimenti di Cavalleria (Nizza Cavalleria, Piemonte Reale Cavalleria, Savoia Cavalleria e Genova Cavalleria). Si componeva di:
– un cimiero in metallo giallo (dorato per gli Ufficiali, in ottone per la truppa);
– un turbante ricoperto di pelle di foca;
– una coppa (in argento o in alpacca argentata per gli Ufficiali, in ferro nichelato per Sottufficiali e truppa) collocata sopra il turbante e sulla quale era collocato il cimiero;
– due orecchioni(che componevano il soggolo) in metallo dorato;
– una croce in metallo.
Il cimiero era ornato di incisioni e terminava all’estremità superiore con una testa di leone ed all’estremità inferiore con un fregio portante la cifra reale del sovrano.
Nell’elmo da Sottufficiale e da truppa le incisioni del cimiero erano meno dettagliate dell’elmo da Ufficiale e la testa di leone era piatta, molto in rilievo per gli elmi da Ufficiale.
Gli orecchioni erano fermati ai due lati da due rosoni. Erano composti da 10 squame ed erano uniti sul davanti da una fibbietta nera. Sotto il rosone sinistro era sistemata la coccarda nazionale che era in seta per gli Ufficiali e Marescialli, in lana per gli altri Sottufficiali, in lattone e in cuoio verniciato per la truppa.
La croce era collocata frontalmente sul turbante ed era bombata per gli Ufficiali e Sottufficiali, piatta per la truppa.
L’elmo da Ufficiale poteva essere dotato di una nappina con tulipa (che veniva fissata con una vite sul lato sinistro) sulla quale andava ad infilarsi l’aigrettes (il pennacchio bianco di airone) del Colonnello comandante il Reggimento.
Valuto e Compro elmi e colbacchi di Cavalleria, uniformi, berretti, equipaggiamenti, medaglie, armi bianche, fregi, documenti, fotografie ecc.
Elmo da parata da Ufficiale stile 1915-16 in cartone pressato con fregio dei Cavalleggeri del 1925 (probabilmente questo Ufficiale prima di entrare nei quadri del “Genova Cavalleria” è transitato nei Cavalleggeri e poi nei Palafrenieri, come d’usanza nella Cavalleria all’epoca). Tali elmi di cartone, acquistati privatamente dall’Unione Militare, erano destinati ai soli Ufficiali.
Elmo e cimeli appartenuti a un Ufficiale del 4° Reggimento Genova Cavalleria, periodo 1934/1940. Questo Ufficiale ha partecipato alle campagne d’Africa, in Libia e in Africa Orientale ed è stato decorato al Valore Militare.
L’uniforme rinvenuta insieme all’elmo è una uniforme da sera (nera) in uso nel Regio Esercito italiano e adottata dalla riforma Baistrocchi (1933). Non più in uso con l’entrata in guerra nel 1940. Questa uniforme riporta le profilature arancione e la mostreggiatura da Capitano delle Scuole di Cavalleria o dei Palafrenieri. Le altre spalline sia in stoffa che metalliche sono da Capitano dei Dragoni e profilate in giallo, colore regolamentare del Genova Cavalleria.
L’elmo di Cavalleria, derivato con qualche modifica dal modello 1833/1842, era riservato agli appartenenti ai primi quattro Reggimenti di Cavalleria (Nizza Cavalleria, Piemonte Reale Cavalleria, Savoia Cavalleria e Genova Cavalleria). Si componeva di:
– un cimiero in metallo giallo (dorato per gli Ufficiali, in ottone per la truppa);
– un turbante ricoperto di pelle di foca;
– una coppa (in argento o in alpacca argentata per gli Ufficiali, in ferro nichelato per Sottufficiali e truppa) collocata sopra il turbante e sulla quale era collocato il cimiero;
– due orecchioni(che componevano il soggolo) in metallo dorato;
– una croce in metallo.
Il cimiero era ornato di incisioni e terminava all’estremità superiore con una testa di leone ed all’estremità inferiore con un fregio portante la cifra reale del sovrano.
Nell’elmo da Sottufficiale e da truppa le incisioni del cimiero erano meno dettagliate dell’elmo da Ufficiale e la testa di leone era piatta, molto in rilievo per gli elmi da Ufficiale.
Gli orecchioni erano fermati ai due lati da due rosoni. Erano composti da 10 squame ed erano uniti sul davanti da una fibbietta nera. Sotto il rosone sinistro era sistemata la coccarda nazionale che era in seta per gli Ufficiali e Marescialli, in lana per gli altri Sottufficiali, in lattone e in cuoio verniciato per la truppa.
La croce era collocata frontalmente sul turbante ed era bombata per gli Ufficiali e Sottufficiali, piatta per la truppa.
L’elmo da Ufficiale poteva essere dotato di una nappina con tulipa (che veniva fissata con una vite sul lato sinistro) sulla quale andava ad infilarsi l’aigrettes (il pennacchio bianco di airone) del Colonnello comandante il Reggimento.
Cerco, Valuto e Acquisto elmi e colbacchi di Cavalleria, uniformi, berretti, equipaggiamenti, medaglie, armi bianche, fregi, documenti, fotografie ecc.
Elmo e cimeli appartenuti a un Ufficiale del 4° Reggimento Genova Cavalleria, periodo 1934/1940. Questo Ufficiale ha partecipato alle campagne d’Africa, in Libia e in Africa Orientale ed è stato decorato al Valore Militare.
L’uniforme rinvenuta insieme all’elmo è una uniforme da sera (nera) in uso nel Regio Esercito italiano e adottata dalla riforma Baistrocchi (1933). Non più in uso con l’entrata in guerra nel 1940. Questa uniforme riporta le profilature arancione e la mostreggiatura da Capitano delle Scuole di Cavalleria o dei Palafrenieri. Le altre spalline sia in stoffa che metalliche sono da Capitano dei Dragoni e profilate in giallo, colore regolamentare del Genova Cavalleria.
In foto vi è anche un elmo da parata stile 1915-16 in cartone pressato con fregio dei Cavalleggeri del 1925 (probabilmente questo Ufficiale prima di entrare nei quadri del “Genova Cavalleria” è transitato nei Cavalleggeri e poi nei Palafrenieri, come d’usanza nella Cavalleria all’epoca). Tali elmi di cartone, acquistati privatamente dall’Unione Militare, erano destinati ai soli Ufficiali.
L’elmo di Cavalleria, derivato con qualche modifica dal modello 1833/1842, era riservato agli appartenenti ai primi quattro Reggimenti di Cavalleria (Nizza Cavalleria, Piemonte Reale Cavalleria, Savoia Cavalleria e Genova Cavalleria). Si componeva di:
– un cimiero in metallo giallo (dorato per gli Ufficiali, in ottone per la truppa);
– un turbante ricoperto di pelle di foca;
– una coppa (in argento o in alpacca argentata per gli Ufficiali, in ferro nichelato per Sottufficiali e truppa) collocata sopra il turbante e sulla quale era collocato il cimiero;
– due orecchioni(che componevano il soggolo) in metallo dorato;
– una croce in metallo.
Il cimiero era ornato di incisioni e terminava all’estremità superiore con una testa di leone ed all’estremità inferiore con un fregio portante la cifra reale del sovrano.
Nell’elmo da Sottufficiale e da truppa le incisioni del cimiero erano meno dettagliate dell’elmo da Ufficiale e la testa di leone era piatta, molto in rilievo per gli elmi da Ufficiale.
Gli orecchioni erano fermati ai due lati da due rosoni. Erano composti da 10 squame ed erano uniti sul davanti da una fibbietta nera. Sotto il rosone sinistro era sistemata la coccarda nazionale che era in seta per gli Ufficiali e Marescialli, in lana per gli altri Sottufficiali, in lattone e in cuoio verniciato per la truppa.
La croce era collocata frontalmente sul turbante ed era bombata per gli Ufficiali e Sottufficiali, piatta per la truppa.
L’elmo da Ufficiale poteva essere dotato di una nappina con tulipa (che veniva fissata con una vite sul lato sinistro) sulla quale andava ad infilarsi l’aigrettes (il pennacchio bianco di airone) del Colonnello comandante il Reggimento.
Valuto e Acquisto elmi e colbacchi di Cavalleria, uniformi, berretti, equipaggiamenti, medaglie, armi bianche, fregi, documenti, fotografie ecc.
Elmo e cimeli appartenuti a un Ufficiale del 4° Reggimento Genova Cavalleria, periodo 1934/1940. Questo Ufficiale ha partecipato alle campagne d’Africa, in Libia e in Africa Orientale ed è stato decorato al Valore Militare.
L’uniforme rinvenuta insieme all’elmo è una uniforme da sera (nera) in uso nel Regio Esercito italiano e adottata dalla riforma Baistrocchi (1933). Non più in uso con l’entrata in guerra nel 1940. Questa uniforme riporta le profilature arancione e la mostreggiatura da Capitano delle Scuole di Cavalleria o dei Palafrenieri. Le altre spalline sia in stoffa che metalliche sono da Capitano dei Dragoni e profilate in giallo, colore regolamentare del Genova Cavalleria.
In foto vi è anche un elmo da parata stile 1915-16 in cartone pressato con fregio dei Cavalleggeri del 1925 (probabilmente questo Ufficiale prima di entrare nei quadri del “Genova Cavalleria” è transitato nei Cavalleggeri e poi nei Palafrenieri, come d’usanza nella Cavalleria all’epoca). Tali elmi di cartone, acquistati privatamente dall’Unione Militare, erano destinati ai soli Ufficiali.
L’elmo di Cavalleria, derivato con qualche modifica dal modello 1833/1842, era riservato agli appartenenti ai primi quattro Reggimenti di Cavalleria (Nizza Cavalleria, Piemonte Reale Cavalleria, Savoia Cavalleria e Genova Cavalleria). Si componeva di:
– un cimiero in metallo giallo (dorato per gli Ufficiali, in ottone per la truppa);
– un turbante ricoperto di pelle di foca;
– una coppa (in argento o in alpacca argentata per gli Ufficiali, in ferro nichelato per Sottufficiali e truppa) collocata sopra il turbante e sulla quale era collocato il cimiero;
– due orecchioni(che componevano il soggolo) in metallo dorato;
– una croce in metallo.
Il cimiero era ornato di incisioni e terminava all’estremità superiore con una testa di leone ed all’estremità inferiore con un fregio portante la cifra reale del sovrano.
Nell’elmo da Sottufficiale e da truppa le incisioni del cimiero erano meno dettagliate dell’elmo da Ufficiale e la testa di leone era piatta, molto in rilievo per gli elmi da Ufficiale.
Gli orecchioni erano fermati ai due lati da due rosoni. Erano composti da 10 squame ed erano uniti sul davanti da una fibbietta nera. Sotto il rosone sinistro era sistemata la coccarda nazionale che era in seta per gli Ufficiali e Marescialli, in lana per gli altri Sottufficiali, in lattone e in cuoio verniciato per la truppa.
La croce era collocata frontalmente sul turbante ed era bombata per gli Ufficiali e Sottufficiali, piatta per la truppa.
L’elmo da Ufficiale poteva essere dotato di una nappina con tulipa (che veniva fissata con una vite sul lato sinistro) sulla quale andava ad infilarsi l’aigrettes (il pennacchio bianco di airone) del Colonnello comandante il Reggimento.
Valuto e Compro elmi e colbacchi di Cavalleria, uniformi, berretti, equipaggiamenti, medaglie, armi bianche, fregi, documenti, fotografie ecc.
Elmo di Cavalleria in dotazione ai Sottufficiali e alla truppa dei primi 4 Reggimenti di Cavalleria (Dragoni), periodo Vittorio Emanuele III (1900/1946).
Questo elmo, derivato con qualche modifica dal modello 1833/1842, era riservato agli appartenenti ai primi quattro Reggimenti di Cavalleria (Nizza Cavalleria, Piemonte Reale Cavalleria, Savoia Cavalleria e Genova Cavalleria). Si componeva di:
– un cimiero in metallo giallo (dorato per gli Ufficiali, in ottone per la truppa);
– un turbante ricoperto di pelle di foca;
– una coppa (in argento o in alpacca argentata per gli Ufficiali, in ferro nichelato per Sottufficiali e truppa) collocata sopra il turbante e sulla quale era collocato il cimiero;
– due orecchioni(che componevano il soggolo) in metallo dorato;
– una croce in metallo.
Il cimiero era ornato di incisioni e terminava all’estremità superiore con una testa di leone ed all’estremità inferiore con un fregio portante la cifra reale del sovrano.
Nell’elmo da Sottufficiale e da truppa le incisioni del cimiero erano meno dettagliate dell’elmo da Ufficiale e la testa di leone era piatta, molto in rilievo per gli elmi da Ufficiale.
Gli orecchioni erano fermati ai due lati da due rosoni. Erano composti da 10 squame ed erano uniti sul davanti da una fibbietta nera. Sotto il rosone sinistro era sistemata la coccarda nazionale che era in seta per gli Ufficiali e Marescialli, in lana per gli altri Sottufficiali, in lattone e in cuoio verniciato per la truppa.
La croce era collocata frontalmente sul turbante ed era bombata per gli Ufficiali e Sottufficiali, piatta per la truppa.
L’elmo da Ufficiale poteva essere dotato di una nappina con tulipa (che veniva fissata con una vite sul lato sinistro) sulla quale andava ad infilarsi l’aigrettes (il pennacchio bianco di airone) del Colonnello comandante il Reggimento.
Acquisto colbacchi ed elmi di Cavalleria, elmetti, berretti uniformi, fregi, armi bianche, equipaggiamenti, medaglie ecc.
– Colbacco da Tenente del 13° Reggimento Cavalleggeri di Monferrato, periodo 1933 – 1940 in quanto presenta i fregi e la treccia dorati. Fino al 1933 tali componenti erano argentati.
Questo colbacco presenta la treccia montata per la “grande uniforme”. Questa uniforme prevedeva anche l’uso della penna d’aquila (per gli Ufficiali) o di corvo (per i sottufficiali e la truppa).
Per gli Ufficiali, con l’uniforme ordinaria il colbacco aveva solamente il fregio con coccarda, la nappina ed il sottogola di cuoio nero.
– Berretto modello 1927 g/v appartenuto allo stesso Ufficiale a cui sono attributi gli altri copricapo ma che in tale periodo rivestiva il grado di Sottotenente nel medesimo Reggimento.
– Elmetto in acciaio di fattura italiana modello 1916 adottato durante la prima guerra mondiale ma impiegato fino al 1933 con piccole varianti nel peso, vernice, fregio e interno. Il fregio da Ufficiale del 13° Reggimento Cavalleggeri è lo stesso impiegato per il colbacco e fino al 1933 era argentato. Per regolamento questo fregio è stato applicato sugli elmetti dal 1925 ma per iniziativa personale può essere stato collocato anche precedentemente.
– Elmo da parata stile 1915-16 in cartone pressato con fregio argentato sempre del 13° Reggimento Cavalleggeri del 1925, elmo acquistato privatamente dagli Ufficiali presso l’Unione Militare tra gli anni ’20 e ’30.
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