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Archivi: Collezioni

Medaglie al Valore Aeronautico in Oro e Argento e cimeli appartenuti a un valoroso trasvolatore della Regia Aeronautica

Valutazione e Acquisto medaglie al Valore Aeronautico (Oro, Argento e Bronzo), medaglie al Valore Militare, medaglie al Valore di Marina, attestati cartacei di conferimento, cimeli militari ecc.

Medaglie al Valore Aeronautico in Oro e Argento e cimeli appartenuti a un valoroso trasvolatore della Regia Aeronautica che ha mantenuto il possesso di entrambe le medaglie d’Oro al Valore Aeronautico ricevute e coniate sia in periodo monarchico che repubblicano.
Questo Ufficiale ha fatto parte della famosa Squadriglia dei “Sorci Verdi” e ha pilotato uno dei 3 aerei Savoia Marchetti 79 (appunto uno dei tre “sorci verdi”) nella famosa trasvolata Atlantica del 25-26 gennaio 1938 Guidonia-Rio De Janerio, trasvolata per la quale è stato insignito della medaglia d’Oro al Valore Aeronautico. Durante la seconda guerra mondiale portò inoltre a termine il volo di collegamento tra Italia e Giappone (29 giugno/20 luglio 1942) per consegnare agli alleati giapponesi i codici cifrati italiani. Nelle foto sono presenti le medaglie, il brevetto da pilota atlantico in oro, il tesserino e il libretto caratteristico dei voli formato grande.
Come accennato, una caratteristica da parte di molti decorati di medaglia al Valore Aeronautico è stata quella di sostituire la relativa medaglia d’epoca con presente i due fasci littorio nella parte posteriore con una equivalente medaglia al Valore Aeronautica ma con il nuovo conio del 1953 e realizzata dallo scultore Pubblio Morbiducci con simboli e scritte della Repubblica Italiana.
Spesso invece entrambe le medaglie (coniate in periodo monarchico e repubblicano) sono state mantenute nella disponibilità dello stesso decorato o della sua famiglia, come per questo valoroso pilota deceduto nel 1959.

La medaglia al Valore Aeronautico monarchica è stata coniata dalla zecca di Stato in Oro, Argento e Bronzo. Sul davanti (a destra dello scudo sabaudo) vi è il simbolo della zecca di Stato e sempre sul davanti in alto sono presenti i nominativi degli incisori della zecca che l’hanno realizzata “Tailetti – Di Lazzaro”. Istituita con Regio Decreto 27.11.1927, e destinata a ricompensare atti di coraggio, perizia e filantropia compiuti a bordo di aeromobili. Dapprima destinate esclusivamente per atti personali, con Regio Decreto 20.10.1939, n°1848, la concessione venne estesa anche ai Reparti, ai Comandi e agli Enti che “partecipando collettivamente ad imprese aviatorie particolarmente difficili, abbiano contribuito ad aumentare il prestigio dell’Aeronautica Italiana”. Al rovescio insieme alla presenza di due fasci littorio, di norma, è inciso nel campo (caratterizzato dalla presenza delle due costellazione dell’Orsa e dai rilievi di nuvole) il nominativo del decorato, la data e il luogo dell’azione.

Medaglie d’Oro al Valore Aeronautico di entrambi i coni e cimeli appartenuti a un valoroso trasvolatore pluridecorato della Regia Aeronautica

Valuto e Compro medaglie al Valore Aeronautico (Oro, Argento e Bronzo), medaglie al Valore Militare, medaglie al Valore di Marina, attestati cartacei di conferimento, cimeli militari ecc.

Medaglie al Valore Aeronautico in Oro e Argento e cimeli appartenuti a un valoroso trasvolatore pluridecorato della Regia Aeronautica che ha mantenuto il possesso di entrambe le medaglie d’Oro al Valore Aeronautico ricevute e coniate sia in periodo monarchico che repubblicano.
Questo Ufficiale ha fatto parte della famosa Squadriglia dei “Sorci Verdi” e ha pilotato uno dei 3 aerei Savoia Marchetti 79 (appunto uno dei tre “sorci verdi”) nella famosa trasvolata Atlantica del 25-26 gennaio 1938 Guidonia-Rio De Janerio, trasvolata per la quale è stato insignito della medaglia d’Oro al Valore Aeronautico. Durante la seconda guerra mondiale portò inoltre a termine il volo di collegamento tra Italia e Giappone (29 giugno/20 luglio 1942) per consegnare agli alleati giapponesi i codici cifrati italiani. Nelle foto sono presenti le medaglie, il brevetto da pilota atlantico in oro, il tesserino e il libretto caratteristico dei voli formato grande.
Come accennato, una caratteristica da parte di molti decorati di medaglia al Valore Aeronautico è stata quella di sostituire la relativa medaglia d’epoca con presente i due fasci littorio nella parte posteriore con una equivalente medaglia al Valore Aeronautica ma con il nuovo conio del 1953 e realizzata dallo scultore Pubblio Morbiducci con simboli e scritte della Repubblica Italiana.
Spesso invece entrambe le medaglie (coniate in periodo monarchico e repubblicano) sono state mantenute nella disponibilità dello stesso decorato o della sua famiglia, come per questo valoroso pilota deceduto nel 1959.

La medaglia al Valore Aeronautico monarchica è stata coniata dalla zecca di Stato in Oro, Argento e Bronzo. Sul davanti (a destra dello scudo sabaudo) vi è il simbolo della zecca di Stato e sempre sul davanti in alto sono presenti i nominativi degli incisori della zecca che l’hanno realizzata “Tailetti – Di Lazzaro”. Istituita con Regio Decreto 27.11.1927, e destinata a ricompensare atti di coraggio, perizia e filantropia compiuti a bordo di aeromobili. Dapprima destinate esclusivamente per atti personali, con Regio Decreto 20.10.1939, n°1848, la concessione venne estesa anche ai Reparti, ai Comandi e agli Enti che “partecipando collettivamente ad imprese aviatorie particolarmente difficili, abbiano contribuito ad aumentare il prestigio dell’Aeronautica Italiana”. Al rovescio insieme alla presenza di due fasci littorio, di norma, è inciso nel campo (caratterizzato dalla presenza delle due costellazione dell’Orsa e dai rilievi di nuvole) il nominativo del decorato, la data e il luogo dell’azione.

Attestato di partecipazione alla “Colonna Celere in A.O.” da parte di un Maresciallo di Cavalleria decorato al Valore Militare

Valutazione e Acquisto medaglie, distintivi e cimeli coloniali, medaglie al Valore (Oro, Argento e Bronzo), uniformi, caschi coloniali, oggetti di preda bellica, bandiere e stendardi ecc.

Diploma di partecipazione alla “Colonna Celere in A.O.” con relativo distintivo (recante lo stesso numero di concessione scritto sul diploma) con i quali è stato insignito un Maresciallo di Cavalleria che ne ha fatto parte e decorato con una medaglia di Bronzo al Valore Militare sempre in Africa Orientale nel 1936 nei quadri di una brigata Eritrea.

Onorificenze sabaude di Gran Croce e Grande Ufficiale

Acquisto onorificenze, decorazioni e Ordini Cavallereschi di qualsiasi classe, con o senza scatole e attestati di conferimento, medaglie al Valore Militare (Oro, Argento e Bronzo, cimeli militari ecc.

Onorificenze smaltate del Regno d’Italia di Gran Croce e Grande Ufficiale:

– Grande Ufficiale dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro;
– Gran Croce dell’Ordine della Corona d’Italia;
– Gran Croce dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro.

L’origine dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro risale al 13 novembre del 1572, quando il Papa Gregorio XIII affidò al Duca Emanuele Filiberto di Savoia il Gran Magistero dell’Ordine di S. Lazzaro e quest’ultimo decise di unificarlo, con quello di San Maurizio, già da tempo appartenente alla dinastia sabauda. L’Ordine di S. Maurizio, infatti, era stato fondato dal Duca Amedeo VIII nel 1434 come religione sacra e militare dedicata al Capitano della Legione Tebana, San Maurizio, martirizzato con i suoi uomini nel 286 d.C. dall’Imperatore Diocleziano e più tardi divenuto il Santo protettore della Savoia.
L’Ordine di S. Lazzaro invece era molto più antico. E risaliva al tempo delle crociate.
Fu fondato in Terra Santa nel XII secolo durante il regno di Baldovino I con funzioni assistenziali e ospedaliere rivolte prevalentemente in favore dei lebbrosi. Caratteristiche comuni ad entrambi gli Ordini erano lo stato di decadenza nei quali versavano prima dell’unificazione avvenuta ad opera di Emanuele Filiberto e la regola di S. Agostino alla quale erano entrambi sottoposti. Gli scopi iniziali dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro erano molto simili a quelli che avevano ispirato pochi anni prima (1561) al Gran Duca di Toscana Cosimo I dei Medici la fondazione dell’Ordine di S. Stefano, ossia la lotta alle incursioni dei pirati turchi e barbareschi. I primi cavalieri dell’Ordine erano obbligati ai voti di povertà, obbedienza e castità e si dividevano in Cavalieri di Giustizia e in Cavalieri di Grazia, quest’ultimi ammessi nell’Ordine in virtù di meriti eminenti. Dalla sua fondazione l’Ordine continuò a prosperare ampliando sempre più il suo prestigio ed i suoi possedimenti e mantenendo praticamente inalterati i suoi statuti nel corso dei secoli successivi. Con le grandi innovazioni della prima metà dell’800, epoca in cui Napoleone fondò la Legion d’Onore (1892), le nuove condizioni politiche, ideologiche, culturali ed economico-sociali, convinsero i regnanti dell’epoca a modificare la struttura dell’Ordine per renderlo più adatto ai tempi. Iniziò il Re Carlo Alberto che nel 1831 suddivise l’Ordine in tre classi abolendo la distinzione tra i decorati in virtù della sola nobiltà e quelli insigniti per meriti eminenti.
Nel 1851 Vittorio Emanuele II trasformò poi l’Ordine da religioso-militare ad Ordine di merito, confermando l’abolizione della classe di Cavalieri di Giustizia con prove di nobiltà (abolizione già deliberata nel 1849), e rendendolo accessibile ad ogni cittadino. Con successivo decreto del 1855, lo stesso sovrano portò poi a cinque le classi dell’Ordine. La repubblica Italiana ha disposto la cessazione dei conferimenti d questo Ordine con l’entrata in vigore della Legge n. 178/51.

L’Ordine della Corona d’Italia fu istituito dal primo Re d’Italia Vittorio Emanuele II il 20 febbraio 1868 per commemorare le nozze del principe ereditario Umberto con la Principessa Margherita di Savoia-Genova. L’Ordine doveva ricompensare i meriti civili e militari, le belle azioni ed i servizi resi al Governo ed era suddiviso in cinque classi. Gli stranieri potevano essere ammessi nell’Ordine previa una presentazione del Ministero degli Affari Esteri. Questo Ordine è stato soppresso dalla Repubblica italiana con Legge n. 178/51.

Uniformi modello 1940 in panno da combattimento g/v indossate da Ufficiali e truppa

Acquisto uniformi e berretti periodo prima e seconda guerra mondiale, elmetti, equipaggiamenti ecc.

Uniformi modello 1940 in panno da combattimento g/v indossate da Ufficiali e truppa.

Con l’entrata in guerra nel 1940, nel quadro del risparmio generale, le divise impiegate dalle Forze Armate italiane subirono una trasformazione nella loro confezione. Venero abolite le “grandi uniformi”, le divise nere e bianche estive. Vennero abolite le profilature, i baveri colorati, i bottoni metallici, i gradi vennero ridotti. L’uniforme di servizio e da marcia degli Ufficiali venne inoltre modificata con l’adozione del panno da truppa g/v nella confezione dell’uniforme per mimetizzare l’Ufficiale tra la truppa e al fine di evitare il tiro di precisione nemico. Le uniformi in panno da combattimento g/v adottate dagli Ufficiali erano molto simili a quelle indossate dalla truppa, la differenza più evidente consisteva che le uniformi da Ufficiale si chiudevano con 4 bottoni, 3 quelle dei Sottufficiali e truppa.

Uniformi modello 1940 g/v indossate da Ufficiali e Generali

Valuto e Acquisto uniformi e berretti periodo prima e seconda guerra mondiale, elmetti, equipaggiamenti ecc.

Uniformi modello 1940 g/v indossate da Ufficiali e Generali.

Con l’entrata in guerra nel 1940, nel quadro del risparmio generale, le divise impiegate dalle Forze Armate italiane subirono una trasformazione nella loro confezione. Venero abolite le “grandi uniformi”, le divise nere e bianche estive. Vennero abolite le profilature, i baveri colorati, i bottoni metallici, i gradi vennero ridotti. In foto sono presenti varie uniformi ordinarie e da marcia modello 1940 g/v indossate da Ufficiali di diverse Armi, Corpi e Specialità del Regio Esercito Italiano tra le quali anche un Generale di Divisione.

Cappelli da Alpino appartenuti a un Maresciallo, a un Ufficiale e a un Generale di Brigata

Acquisto uniformi periodo prima e seconda guerra mondiale, copricapi speciali da Alpino e Bersaglieri, elmi e colbacchi di Cavalleria, equipaggiamenti ecc.

Cappelli da Alpino appartenuti a un Maresciallo, a un Ufficiale e a un Generale di Brigata.

Sono tutti in feltro grigio/verde. La penna era d’aquila per gli Ufficiali: bianca per gli Ufficiali superiori e Generali, scura per gli Ufficiali inferiori. Per i Sottufficiali e per la truppa la penna era di corvo, quindi nera.

Berretti e copricapo da Ufficiali della Regia Aeronautica, periodo anni ’30/’40

Acquisto uniformi, berretti ed equipaggiamenti della Regia Aeronautica, tute e cuffie da volo, libretti di volo, fotografie, medaglie e distintivi, modelli di aerei, accessori ecc.

Berretti e copricapo da Ufficiali della Regia Aeronautica, periodo anni ’30/’40: berretti da Generale e da Ufficiale confezionati in cordellino grigio/azzurro e in stoffa coloniale, casco coloniale modello da truppa e bustine regolamentari da Ufficiale.

Berretti, uniformi e copricapo da Ufficiali e Generali della Regia Aeronautica, periodo anni ’30/’40

Compro uniformi, berretti ed equipaggiamenti della Regia Aeronautica, tute e cuffie da volo, libretti di volo, fotografie, medaglie e distintivi, modelli di aerei, accessori ecc.

Berretti, uniformi e copricapo da Ufficiali della Regia Aeronautica, periodo anni ’30/’40: berretti e uniforme da sera da Generale e berretti da Ufficiale confezionati in cordellino grigio/azzurro e in stoffa coloniale, casco coloniale modello da truppa da aviere e bustine regolamentari da Ufficiale.