Valutazione e acquisto pugnali di qualunque tipologia, ventennio fascista, MVSN, PNF, RSI, da combattimento REI, personalizzati e con cofanetti, uniformi e copricapo ecc.
Due pugnali realizzati e distribuiti dal 1935/36 ai reparti da sbarco della Regia Marina. Una delle due custodie in acciaio stampato ed entrambe d’epoca reca anteriormente in rilievo una ancora fiancheggiata dalle iniziali “R” e “M” (Regia Marina) come d’ordinanza.
Questo robusto pugnale è stato distribuito a Ufficiali, sottufficiali e graduati del Battaglione San Marco all’inizio della campagna d’Etiopia del 1935/36, subito prima della partenza per l’Africa. L’impugnatura è stata realizzata in bachelite nera stampata a caldo annegandovi il codolo della lama. Due fasci stilizzati sono presenti nell’impugnatura. Il fodero, in lamiera d’acciaio stampata, reca di solito anteriormente in rilievo una ancora fiancheggiata dalle iniziali “R” e “M” (Regia Marina). La lama è marcata al tallone “R. Marina”.
Valutazione e Acquisto pugnali da Moschettiere del Duce, fascisti (MVSN e PNF) e militari da combattimento, uniformi, copricapo, medaglie, documenti, cimeli ecc.
Pugnale di “secondo modello” impiegato dai Moschettieri del Duce dal 1935 al 1943. L’impugnatura è in ebano e tutte le sue parti cromate. Sul lato sinistro della lama compare la riproduzione nella calligrafia di Mussolini, della dedica alla sua Guardia personale: “Ai Moschettieri, silenziosi fedeli – Mussolini”.
I Moschettieri del Duce erano un reparto scelto della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale (MVSN) fondato da Mussolini l’11 febbraio 1923 con funzioni di guardia d’onore.
Il compito dei Moschettieri era di fungere da littori dell’insegna di comando del Duce, disimpegnare servizio di guardia a Palazzo Venezia, presenziare alle parate ufficiali del regime e fornire il servizio di sicurezza interno durante le riunioni del Gran Consiglio del Fascismo.
Le vicende relative al corpo dei Moschettieri del Duce sono strettamente legate a quelle della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale (MVSN) istituita nel corso della seduta del Gran Consiglio del Fascismo del 12 gennaio 1923. Un mese dopo la fondazione della milizia ordinaria (11 febbraio), Benito Mussolini fondò il reparto dei Moschettieri del Duce per stringere intorno alla propria persona un corpo di fedelissimi appositamente scelti tra i suoi seguaci più degni, selezionati in base alla loro fedeltà ed alla loro discrezione (silenziosi e fedeli) e per fornirgli una guardia d’onore paragonabile ai Corazzieri del Re d’Italia.
Alla fine del loro processo evolutivo, nel 1937, i Moschettieri del Duce erano organizzati in squadre di cinque uomini al comando di un moschettiere scelto. Sei squadre formavano un manipolo ed il totale dei sei manipoli esistenti formava il reparto dei Moschettieri del Duce: 180 effettivi in tutto. Nel 1938, durante la visita a Roma di Adolf Hitler, gli effettivi dei Moschettieri del Duce vennero portati a 200 per sopperire ai bisogni formali dell’evento. Gerarchicamente, i moschettieri dipendevano direttamente dal comando generale della MVSN e avevano dei locali a Roma presso la caserma di viale Romania come comando, fureria e magazzino.
Il corpo venne sciolto con apposita circolare nel 1940, onde permettere ai moschettieri di arruolarsi per servire l’Italia nella seconda guerra mondiale. In realtà, si continuò però a parlare di Moschettieri del Duce fino alla caduta del regime nel 1943.
Valutazione e Acquisto pugnali fascisti MVSN e PNF, militari da combattimento, pugnali da Moschettiere del Duce, uniformi, copricapo, medaglie, documenti, cimeli ecc.
Primo modello di pugnale d’ordinanza impiegato dai Moschettieri del Duce dal 1925 al 1935. Trattasi di un pugnale molto simile a quelli destinati dal 1923 al 1935 agli Ufficiali della Milizia fascista (MVSN) ma a differenza di questi, argentati o nichelati in ogni sua parte invece di essere bruniti. In entrambi i due modelli di pugnali l’impugnatura era in ebano e in entrambi i lati dell’impugnatura vi erano incastonati altrettanti due fascetti repubblicani metallici, dorati per i pugnali destinati agli ufficiali MVSN e argentati per i pugnali destinati ai Moschettieri del Duce. In entrambi i modelli di pugnali la lama era cruciforme, a volte recuperata dalle vecchie baionette Vetterli 70/87 per Truppe d’Africa. La caratteristica estremità a bulbo dell’impugnatura è il motivo per il quale questo pugnale è stato soprannominato “Testone”.
I Moschettieri del Duce erano un reparto scelto della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale (MVSN) fondato da Mussolini l’11 febbraio 1923 con funzioni di guardia d’onore.
Il compito dei Moschettieri era di fungere da littori dell’insegna di comando del Duce, disimpegnare servizio di guardia a Palazzo Venezia, presenziare alle parate ufficiali del regime e fornire il servizio di sicurezza interno durante le riunioni del Gran Consiglio del Fascismo.
Le vicende relative al corpo dei Moschettieri del Duce sono strettamente legate a quelle della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale (MVSN) istituita nel corso della seduta del Gran Consiglio del Fascismo del 12 gennaio 1923. Un mese dopo la fondazione della milizia ordinaria (11 febbraio), Benito Mussolini fondò il reparto dei Moschettieri del Duce per stringere intorno alla propria persona un corpo di fedelissimi appositamente scelti tra i suoi seguaci più degni, selezionati in base alla loro fedeltà ed alla loro discrezione (silenziosi e fedeli) e per fornirgli una guardia d’onore paragonabile ai Corazzieri del Re d’Italia.
Alla fine del loro processo evolutivo, nel 1937, i Moschettieri del Duce erano organizzati in squadre di cinque uomini al comando di un moschettiere scelto. Sei squadre formavano un manipolo ed il totale dei sei manipoli esistenti formava il reparto dei Moschettieri del Duce: 180 effettivi in tutto. Nel 1938, durante la visita a Roma di Adolf Hitler, gli effettivi dei Moschettieri del Duce vennero portati a 200 per sopperire ai bisogni formali dell’evento. Gerarchicamente, i moschettieri dipendevano direttamente dal comando generale della MVSN e avevano dei locali a Roma presso la caserma di viale Romania come comando, fureria e magazzino.
Il corpo venne sciolto con apposita circolare nel 1940, onde permettere ai moschettieri di arruolarsi per servire l’Italia nella seconda guerra mondiale. In realtà, si continuò però a parlare di Moschettieri del Duce fino alla caduta del regime nel 1943.
Cerco e Acquisto berretti, elmetti, accessori per uniformi periodo 1800/1945, medaglie, onorificenze ecc.
Pennacchio bianco di airone (aigrettes) che veniva posto sul copricapo ad indicare la qualifica da parte del possessore di comandante di Reparto o di Truppe. Differenziava il grado di Colonnello comandante di Reggimento o Tenente Colonnello IGS (Incaricato di Grado Superiore). Sui copricapo da Generale indicava il comando di Truppe (Brigata, Divisione, Corpo d’Armata, Armata). Andava portato con la “grande uniforme” grigio/verde o nera e posizionato sull’elmetto, elmo di Cavalleria, colbacco, berretto, chepì, cappello da Bersagliere e degli Alpini e feluca da Generale.
Valuto e Acquisto mostreggiature militari, uniformi, berretti, copricapo, spalline, fregi, medaglie e decorazioni, equipaggiamenti ecc. periodo 1800/1945.
Mostreggiature, manopole, spalline a frangia, cordoni ecc. impiegati da un Tenente Colonnello dei Reali Carabinieri CCRR per la sua grande uniforme nera con code. All’interno dei fregi dei Reali Carabinieri posti in coppia sulle due code dell’abito vi è il monogramma “VE” (Vittorio Emanuele) a simboleggiare il periodo monarchico d’impiego. Al termine della monarchia in Italia (1946) queste mostreggiature sono rimaste in uso dagli Ufficiali dei Carabinieri ma con la semplice eliminazione del monogramma “VE” o la sua sostituzione con il monogramma “RI” (Repubblica Italiana.
Acquisto mostreggiature militari, uniformi, berretti, copricapo, medaglie e decorazioni, equipaggiamenti ecc. periodo 1800/1945.
Mostreggiature, spalline e gradi modello 1934 da Colonnello Comandante dei Reali Carabinieri CCRR per uniforme da servizio, nera da visita e bianca estiva. All’interno dei fregi dei Reali Carabinieri (sottopannati in robbio in quanto da Colonnello Comandante di Reparto) vi è il monogramma “VE” (Vittorio Emanuele) a simboleggiare il periodo monarchico d’impiego. Al termine della monarchia in Italia (1946) queste mostreggiature sono rimaste in uso dagli Ufficiali dei Carabinieri ma con la semplice eliminazione del monogramma “VE” o la sua sostituzione con il monogramma “RI” (Repubblica Italiana.
Acquisto berretti e uniformi da Generale periodo prima e seconda guerra mondiale, copricapo, elmetti, colbacchi ed elmi di Cavalleria, fregi, accessori, medaglie ecc.
Berretto modello 1934 e gradi da manica da Generale di Brigata. Realizzato dall’Unione Militare. La greca è ricamata in argento su fondo grigio/verde ed è alta 40 mm con un galloncino superiore alto 6 mm ad indicare il grado da Generale di Brigata. I gradi da manica sono della tipologia in uso dal 1940.
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