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Archivi: Collezioni

Pugnale fascista impiegato dai Moschettiere del Duce dal 1925 al 1935 “primo modello” detto Testone

Valutazione e Acquisto pugnali fascisti MVSN e PNF, militari da combattimento, pugnali da Moschettiere del Duce, uniformi, copricapo, medaglie, documenti, cimeli ecc.

Primo modello di pugnale d’ordinanza impiegato dai Moschettieri del Duce dal 1925 al 1935. Trattasi di un pugnale molto simile a quelli destinati dal 1923 al 1935 agli Ufficiali della Milizia fascista (MVSN) ma a differenza di questi, argentati o nichelati in ogni sua parte invece di essere bruniti. In entrambi i due modelli di pugnali l’impugnatura era in ebano e in entrambi i lati dell’impugnatura vi erano incastonati altrettanti due fascetti repubblicani metallici, dorati per i pugnali destinati agli ufficiali MVSN e argentati per i pugnali destinati ai Moschettieri del Duce. In entrambi i modelli di pugnali la lama era cruciforme, a volte recuperata dalle vecchie baionette Vetterli 70/87 per Truppe d’Africa. La caratteristica estremità a bulbo dell’impugnatura è il motivo per il quale questo pugnale è stato soprannominato “Testone”.

I Moschettieri del Duce erano un reparto scelto della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale (MVSN) fondato da Mussolini l’11 febbraio 1923 con funzioni di guardia d’onore.
Il compito dei Moschettieri era di fungere da littori dell’insegna di comando del Duce, disimpegnare servizio di guardia a Palazzo Venezia, presenziare alle parate ufficiali del regime e fornire il servizio di sicurezza interno durante le riunioni del Gran Consiglio del Fascismo.
Le vicende relative al corpo dei Moschettieri del Duce sono strettamente legate a quelle della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale (MVSN) istituita nel corso della seduta del Gran Consiglio del Fascismo del 12 gennaio 1923. Un mese dopo la fondazione della milizia ordinaria (11 febbraio), Benito Mussolini fondò il reparto dei Moschettieri del Duce per stringere intorno alla propria persona un corpo di fedelissimi appositamente scelti tra i suoi seguaci più degni, selezionati in base alla loro fedeltà ed alla loro discrezione (silenziosi e fedeli) e per fornirgli una guardia d’onore paragonabile ai Corazzieri del Re d’Italia.
Alla fine del loro processo evolutivo, nel 1937, i Moschettieri del Duce erano organizzati in squadre di cinque uomini al comando di un moschettiere scelto. Sei squadre formavano un manipolo ed il totale dei sei manipoli esistenti formava il reparto dei Moschettieri del Duce: 180 effettivi in tutto. Nel 1938, durante la visita a Roma di Adolf Hitler, gli effettivi dei Moschettieri del Duce vennero portati a 200 per sopperire ai bisogni formali dell’evento. Gerarchicamente, i moschettieri dipendevano direttamente dal comando generale della MVSN e avevano dei locali a Roma presso la caserma di viale Romania come comando, fureria e magazzino.
Il corpo venne sciolto con apposita circolare nel 1940, onde permettere ai moschettieri di arruolarsi per servire l’Italia nella seconda guerra mondiale. In realtà, si continuò però a parlare di Moschettieri del Duce fino alla caduta del regime nel 1943.

Scatola contenente un pennacchio bianco di airone (aigrettes) che, posizionato sul copricapo, indicava l’incarico di comandante di Reparto o di Truppe

Cerco e Acquisto berretti, elmetti, accessori per uniformi periodo 1800/1945, medaglie, onorificenze ecc.

Pennacchio bianco di airone (aigrettes) che veniva posto sul copricapo ad indicare la qualifica da parte del possessore di comandante di Reparto o di Truppe. Differenziava il grado di Colonnello comandante di Reggimento o Tenente Colonnello IGS (Incaricato di Grado Superiore). Sui copricapo da Generale indicava il comando di Truppe (Brigata, Divisione, Corpo d’Armata, Armata). Andava portato con la “grande uniforme” grigio/verde o nera e posizionato sull’elmetto, elmo di Cavalleria, colbacco, berretto, chepì, cappello da Bersagliere e degli Alpini e feluca da Generale.

Accessori per la grande uniforme nera con code da Ufficiale dei Reali Carabinieri (CCRR), fregi, manopole, spalline e cordoni

Valuto e Acquisto mostreggiature militari, uniformi, berretti, copricapo, spalline, fregi, medaglie e decorazioni, equipaggiamenti ecc. periodo 1800/1945.

Mostreggiature, manopole, spalline a frangia, cordoni ecc. impiegati da un Tenente Colonnello dei Reali Carabinieri CCRR per la sua grande uniforme nera con code. All’interno dei fregi dei Reali Carabinieri posti in coppia sulle due code dell’abito vi è il monogramma “VE” (Vittorio Emanuele) a simboleggiare il periodo monarchico d’impiego. Al termine della monarchia in Italia (1946) queste mostreggiature sono rimaste in uso dagli Ufficiali dei Carabinieri ma con la semplice eliminazione del monogramma “VE” o la sua sostituzione con il monogramma “RI” (Repubblica Italiana.

Spalline e mostreggiature da Colonnello Comandante dei Reali Carabinieri CCRR

Acquisto mostreggiature militari, uniformi, berretti, copricapo, medaglie e decorazioni, equipaggiamenti ecc. periodo 1800/1945.

Mostreggiature, spalline e gradi modello 1934 da Colonnello Comandante dei Reali Carabinieri CCRR per uniforme da servizio, nera da visita e bianca estiva. All’interno dei fregi dei Reali Carabinieri (sottopannati in robbio in quanto da Colonnello Comandante di Reparto) vi è il monogramma “VE” (Vittorio Emanuele) a simboleggiare il periodo monarchico d’impiego. Al termine della monarchia in Italia (1946) queste mostreggiature sono rimaste in uso dagli Ufficiali dei Carabinieri ma con la semplice eliminazione del monogramma “VE” o la sua sostituzione con il monogramma “RI” (Repubblica Italiana.

Berretto da Generale di Brigata modello 1934 g/v REI (Regio Esercito Italiano)

Acquisto berretti e uniformi da Generale periodo prima e seconda guerra mondiale, copricapo, elmetti, colbacchi ed elmi di Cavalleria, fregi, accessori, medaglie ecc.

Berretto modello 1934 e gradi da manica da Generale di Brigata. Realizzato dall’Unione Militare. La greca è ricamata in argento su fondo grigio/verde ed è alta 40 mm con un galloncino superiore alto 6 mm ad indicare il grado da Generale di Brigata. I gradi da manica sono della tipologia in uso dal 1940.

Cordelline per uniforme da Ufficiale Generale REI (Regio Esercito Italiano)

Acquisto uniformi, copricapo, accessori periodo prima e seconda guerra mondiale, REI, RM, RA, MVSN, PNF, RSI ecc.

Cordelline in uso dagli Ufficiali Generali con la “grande uniforme” grigio/verde, estiva e nera ed abolite con l’entrata in guerra nel 1940. Erano di colore argento opaco con puntali di metallo dorato sormontati da una coroncina reale. I cordoni che ne componevano le trecce, i cordoni laterali ed i pendagli erano del diametro di 6 mm.

Elmetto modello 1933 in acciaio alleggerito da parata appartenuto ad un Generale comandante di Brigata o Divisione

Acquisto elmetti periodo prima e seconda guerra mondiale, uniformi, copricapo, equipaggiamenti ecc.

Elmetto modello 1933 in acciaio leggero con fregio da Ufficiale Generale e tulipa con pennacchio bianco di airone ad indicare il Comando di Truppe (Brigata o Divisione) da parte del possessore.

Con la circolare n.915 del Giornale Militare 1934 venne adottato, in sostituzione dell’metto modello 1931, un nuovo tipo di elmetto metallico (esteticamente diverso e di maggiore efficienza protettiva) denominato mod. 1933. Il nuovo elmetto era composto da un casco in acciaio speciale trattato termicamente e da una cuffia interna in cuoio, cuffia questa che veniva fermata al casco da tre copiglie a bottone. Il casco era verniciato in colore grigio/verde e di tale colore era anche il soggolo di cuoio. Sull’elmetto mod. 1933 erano applicati, verniciati in nero (argento/oro per gli Ufficiali Generali), i fregi proprio delle Armi, Corpi o Servizi previsti dalle circolari di cui Giornali Militari del 1933-1936 e successivi. A proposito dei fregi applicati sugli elmetti in acciaio era divieto assoluto fatto dagli organi competenti circa l’applicazione di fregi o distintivi a mezzo di perforazioni o saldature del casco, questo naturalmente per impedire una riduzione della sua capacità protettiva. Nonostante l’adozione dell’elmetto mod. 1933 rimasero però in uso, sino alla loro totale sostituzione con il nuovo tipo, gli elmetti modello 1915, 1916 e modello 1931, che furono lasciati in dotazione a reparti non di possibile impiego in operazioni militari in linea.
Per gli Ufficiali era previsto in loro dotazione elmetti in acciaio leggero, alluminio o cuoio da impiegare per la “grande uniforme” ed esteticamente molto simili agli elmetti mod. 1933 in acciaio.

Feluca da Generale di Brigata

Acquisto uniformi e berretti da Generale, elmi, elmetti, copricapo di qualunque tipologia, elmi e colbacchi di Cavalleria, equipaggiamenti, armi bianche, medaglie, onorificenze ecc.

Feluca da Generale con pennacchio bianco d’airone in quanto Comandante titolare di Brigata o al comando di Truppe.

La feluca in questione è stata è stata realizzata e acquistata dall’Unione Militare, adottata nel 1934 e realizzata di felpa nera. Ha le falde rialzate ed è bordata, da entrambi i lati, da una greca ricamata in argento e contornata da piume nere di struzzo. Sul lato sinistro sono applicati i distintivi di grado e di carica. Questo copricapo è stato adottato per la “grande uniforme” sia grigio/verde mod. 1934 che nera sempre mod. 1934 ed è stato abolito con l’entrata in guerra nel 1940 in base alle disposizioni che abolivano la “grande uniforme” nel quadro delle economie di guerra.