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Archivi: Collezioni

Raccolta di mostreggiature della Guerra di Spagna

Compro medaglie, distintivi e fregi della guerra di Spagna, scudetti da braccio, uniformi, pugnali e armi bianche, documenti, fotografie e cimeli MVSN, PNF, RSI, Regio Esercito, Aviazione, Marina e coloniali.

Raccolta di cimeli della Guerra di Spagna:
scudetti da braccio in metallo e stoffa di vari Reparti, mostrine, gradi, distintivi, medaglie ecc.

Le Forze armate italiane nella guerra di Spagna furono impegnate a fianco dei nazionalisti del generale Francisco Franco, nel conflitto spagnolo, dal 1936 al 1939.

Aviazione

Dodici bombardieri trimotori Savoia-Marchetti S.M.81, con relativi equipaggi e specialisti, prima unità della futura Aviazione Legionaria, partirono dall’Aeroporto di Cagliari-Elmas già all’alba del 30 luglio 1936, 12 giorni dopo l’Alzamiento.

Ad agosto venne formata la famosa squadriglia di caccia “Cucaracha”, inquadrati nell’Aviacion de el Tercio, che il 28 dicembre diventa l’Aviazione Legionaria, cui seguirono diversi reparti da bombardamento, dotati di trimotori Savoia-Marchetti S.M.81 “Pipistrello” e Savoia-Marchetti S.M.79 “Sparviero”.

All’inizio del 1939, quasi al termine del conflitto, furono impiegati anche i nuovi caccia monoplani Fiat G.50. Alla fine del conflitto i mezzi aerei inviati furono 721. Di questi, alla fine della guerra ne rimasero 276, ceduti alla Aviazione nazionale spagnola.

Marina

La Regia Marina si impegnò, con la Missione navale italiana, nell’assicurare la protezione dei convogli e il blocco delle coste iberiche con circa 870 missioni di navi e sommergibili.

Furono inviati alcuni sommergibili già nel novembre 1936, che compirono diverse missioni, fino al settembre 1937. Tra questi il Naiade, il Torricelli (che danneggiò gravemente l’incrociatore repubblicano Miguel de Cervantes), il Topazio, l’Antonio Sciesa, il Balilla e l’Archimede.

Navi da trasporto portavano, armi, mezzi e uomini, scortate dal Luca Tarigo (cacciatorpediniere), Antonio da Noli (cacciatorpediniere), Giovanni delle Bande Nere (incrociatore) e Muzio Attendolo (incrociatore).

Nell’estate 1937 fu attuato anche un blocco navale davanti ai porti della Spagna repubblicana. Le proteste delle altre potenze indussero tuttavia a interrompere una vera e propria guerra navale non dichiarata e i sommergibili Torricelli e Archimede furono venduti con altre navi alla Marina nazionalista spagnola, e ridenominati General Sanjurjo e General Mola.

Esercito

Il 15 dicembre 1936 fu operativa la “Missione Militare Italiana in Spagna” con il compito di inviare materiali, armi e istruttori, nonché di creare due Brigate Miste italo-spagnole.

Il 17 febbraio 1937 la “M.M.I.S.” cambiò definizione in “C.T.V.” (“Comando Truppe Volontarie”) mentre la massa operativa costituì il Corpo Truppe Volontarie, composto in massima parte da volontari del Regio Esercito e della Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale.

Si trattava di circa 20.000 militi della MVSN, inquadrati su tre divisioni (“Dio lo vuole!”, “Fiamme Nere” e “Penne Nere”, che nel 1937 saranno ridotte a due divisioni e successivamente ad una), e da una che inquadrava personale volontario del Regio Esercito, la 4ª Divisione fanteria “Littorio” comandata dal generale Annibale Bergonzoli. Complessivamente furono impegnate circa 70.000 unità.

Nell’ottobre 1938, dopo 18 mesi di ferma volontaria, le camicie nere furono rimpatriate e sostituite da tre divisioni miste italo-spagnole: “Frecce Nere”, “Frecce Azzurre” e “Frecce verdi”.

Fregi fascisti dirigenziali da petto del CONI

Fregi fascisti di vari incarichi dirigenziali del CONI da applicare sul petto delle sahariane o orbaci del PNF.

Il CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano) fu fortemente legato al regime fascista.
Fondato nel 1914, il Comitato venne riorganizzato negli anni ’20 dal regime di Mussolini, che gli conferì una fisionomia precisa e lo trasformò in un potente strumento di propaganda, educazione fisica e controllo di massa.

Nel 1925 il CONI venne riconosciuto come ente pubblico, ponendo lo sport sotto il controllo diretto del Partito Nazionale Fascista (PNF).
Il regime utilizzò i trionfi internazionali (come le Olimpiadi e i Mondiali di calcio) per dimostrare la presunta superiorità della “razza” e del modello fascista.
Negli anni ’30 venne realizzato il Foro Mussolini (oggi Foro Italico), un imponente complesso architettonico sportivo progettato per ospitare le adunate del regime.

Alla caduta del fascismo nel 1943 e dopo la fine della guerra, l’ente fu commissariato.
Nonostante le premesse per uno scioglimento, il governo guidato da Alcide De Gasperi decise di preservarlo. Nel 1947 il CONI fu epurato dai simboli del passato, eliminando il fascio littorio e la corona reale dai propri distintivi, e venne riorganizzato come ente autonomo per guidare la rinascita sportiva dell’Italia repubblicana.

Attestati e documenti di un Ufficiale della Regia Marina

Acquisto interi medaglieri di Ufficiali Generali e Ammiragli, periodo Regno e Repubblica, medaglie Mauriziane, medaglie al Valore Militare (Oro, Argento e Bronzo), Ordini Cavallereschi, attestati di conferimento, uniformi, copricapi, fotografie e documenti, equipaggiamenti ecc.

Attestati e documenti appartenuti a un Ufficiale del Genio Navale della Regia Marina, decorato di medaglia di Bronzo al Valore Militare, e che ha continuato la sua carriera nella Marina Militare in periodo Repubblica.

Bustina di un importante Gerarca del PNF

Valuto e Acquisto uniformi, fez e copricapi del PNF, MVSN, RSI, uniformi prima e seconda guerra mondiale, pugnali fascisti, fregi, cimeli del ventennio, medaglie, distintivi, caschi coloniali, documenti, equipaggiamenti ecc.

Bustina di un importante Gerarca del PNF.

La gerarchia del Partito Nazionale Fascista (PNF) era una struttura piramidale e rigidamente centralizzata, basata sul principio dell’obbedienza assoluta e sul culto del capo.
Formalizzata progressivamente attraverso vari statuti, l’organizzazione si divideva in organi centrali e organi periferici.

Alla sommità dello Stato e del partito vi era una sovrapposizione totale di ruoli, in cui gli organi direttivi del PNF coincidevano con le massime istituzioni del regime fascista.

– Il Duce: Benito Mussolini era il Capo supremo del PNF. Emanava le direttive per l’azione politica, nominava i massimi gerarchi e presiedeva il Gran Consiglio del Fascismo.
– Gran Consiglio del Fascismo: Organo supremo del partito e, dal 1928, dello Stato italiano. Definiva le linee politiche del regime e deliberava sulle questioni costituzionali.
– Il Segretario Nazionale: Nominato con decreto reale su proposta del Capo del Governo, era la figura operativa più importante della gerarchia. Dirigeva l’amministrazione del partito, coordinava le attività delle federazioni provinciali e partecipava di diritto ai Consigli dei ministri.
– Direttorio Nazionale: Organo collegiale ristretto presieduto dal Segretario. Collaborava alla gestione politica e amministrativa nazionale del partito.
– Ispettori Nazionali: Funzionari di collegamento che vigilavano sull’applicazione delle direttive centrali nelle varie province d’Italia.

Il PNF capillarizzava il proprio controllo sul territorio nazionale suddividendosi su base provinciale e comunale.

– Federazioni dei Fasci di Combattimento (Federali): Presenti in ogni capoluogo di provincia. A capo di ciascuna vi era il Segretario Federale (comunemente detto “Federale”), nominato direttamente dal Duce su proposta del Segretario Nazionale. Aveva poteri di controllo assoluti sulla vita politica ed economica della provincia.
– Fasci di Combattimento: I nuclei cittadini o comunali del partito. Erano guidati da un Segretario Politico, coadiuvato da un direttorio locale.
– Gruppi Rionali Fascisti: Suddivisioni territoriali interne ai grandi centri urbani, nate per monitorare i quartieri delle città popolose.
– I Nuclei: La cellula più piccola e capillare della struttura, diffusa a livello di frazioni comunali o stabilimenti industriali.

La gerarchia del PNF estendeva il proprio controllo sociale e generazionale gestendo istituzioni parallele obbligatorie per i cittadini:

– Gioventù Italiana del Littorio (GIL): Inquadrava i giovani dai 6 ai 21 anni (dai Figli della Lupa fino ai Giovani Fascisti).
– Gruppi Universitari Fascisti (GUF): Organizzazione dedicata agli studenti degli atenei.
– Opera Nazionale Dopolavoro (OND): Struttura per il controllo e l’organizzazione del tempo libero e delle attività ricreative dei lavoratori adulti.

Fez di un importante Gerarca del PNF

Compro uniformi, fez e copricapi del PNF, MVSN, RSI, uniformi prima e seconda guerra mondiale, pugnali fascisti, fregi, cimeli del ventennio, medaglie, distintivi, caschi coloniali, documenti, equipaggiamenti ecc.

Fez di un importante Gerarca del PNF.

La gerarchia del Partito Nazionale Fascista (PNF) era una struttura piramidale e rigidamente centralizzata, basata sul principio dell’obbedienza assoluta e sul culto del capo.
Formalizzata progressivamente attraverso vari statuti, l’organizzazione si divideva in organi centrali e organi periferici.

Alla sommità dello Stato e del partito vi era una sovrapposizione totale di ruoli, in cui gli organi direttivi del PNF coincidevano con le massime istituzioni del regime fascista.

– Il Duce: Benito Mussolini era il Capo supremo del PNF. Emanava le direttive per l’azione politica, nominava i massimi gerarchi e presiedeva il Gran Consiglio del Fascismo.
– Gran Consiglio del Fascismo: Organo supremo del partito e, dal 1928, dello Stato italiano. Definiva le linee politiche del regime e deliberava sulle questioni costituzionali.
– Il Segretario Nazionale: Nominato con decreto reale su proposta del Capo del Governo, era la figura operativa più importante della gerarchia. Dirigeva l’amministrazione del partito, coordinava le attività delle federazioni provinciali e partecipava di diritto ai Consigli dei ministri.
– Direttorio Nazionale: Organo collegiale ristretto presieduto dal Segretario. Collaborava alla gestione politica e amministrativa nazionale del partito.
– Ispettori Nazionali: Funzionari di collegamento che vigilavano sull’applicazione delle direttive centrali nelle varie province d’Italia.

Il PNF capillarizzava il proprio controllo sul territorio nazionale suddividendosi su base provinciale e comunale.

– Federazioni dei Fasci di Combattimento (Federali): Presenti in ogni capoluogo di provincia. A capo di ciascuna vi era il Segretario Federale (comunemente detto “Federale”), nominato direttamente dal Duce su proposta del Segretario Nazionale. Aveva poteri di controllo assoluti sulla vita politica ed economica della provincia.
– Fasci di Combattimento: I nuclei cittadini o comunali del partito. Erano guidati da un Segretario Politico, coadiuvato da un direttorio locale.
– Gruppi Rionali Fascisti: Suddivisioni territoriali interne ai grandi centri urbani, nate per monitorare i quartieri delle città popolose.
– I Nuclei: La cellula più piccola e capillare della struttura, diffusa a livello di frazioni comunali o stabilimenti industriali.

La gerarchia del PNF estendeva il proprio controllo sociale e generazionale gestendo istituzioni parallele obbligatorie per i cittadini:

– Gioventù Italiana del Littorio (GIL): Inquadrava i giovani dai 6 ai 21 anni (dai Figli della Lupa fino ai Giovani Fascisti).
– Gruppi Universitari Fascisti (GUF): Organizzazione dedicata agli studenti degli atenei.
– Opera Nazionale Dopolavoro (OND): Struttura per il controllo e l’organizzazione del tempo libero e delle attività ricreative dei lavoratori adulti.

Berretto da Generale di Brigata modello 1934 grigio/verde

Cerco e Acquisto uniformi, fez e copricapi del PNF, MVSN, RSI, uniformi prima e seconda guerra mondiale, pugnali fascisti, fregi, cimeli del ventennio, medaglie, distintivi, caschi coloniali, documenti, equipaggiamenti ecc.

Berretto da Generale di Brigata modello 1934 g/v appartenuto a un importante Gerarca del PNF che rivestiva tale grado da Generale nel REI (Regio Esercito Italiano) insieme al suo Ruolo nel PNF.

La gerarchia del Partito Nazionale Fascista (PNF) era una struttura piramidale e rigidamente centralizzata, basata sul principio dell’obbedienza assoluta e sul culto del capo.
Formalizzata progressivamente attraverso vari statuti, l’organizzazione si divideva in organi centrali e organi periferici.

Alla sommità dello Stato e del partito vi era una sovrapposizione totale di ruoli, in cui gli organi direttivi del PNF coincidevano con le massime istituzioni del regime fascista.

– Il Duce: Benito Mussolini era il Capo supremo del PNF. Emanava le direttive per l’azione politica, nominava i massimi gerarchi e presiedeva il Gran Consiglio del Fascismo.
– Gran Consiglio del Fascismo: Organo supremo del partito e, dal 1928, dello Stato italiano. Definiva le linee politiche del regime e deliberava sulle questioni costituzionali.
– Il Segretario Nazionale: Nominato con decreto reale su proposta del Capo del Governo, era la figura operativa più importante della gerarchia. Dirigeva l’amministrazione del partito, coordinava le attività delle federazioni provinciali e partecipava di diritto ai Consigli dei ministri.
– Direttorio Nazionale: Organo collegiale ristretto presieduto dal Segretario. Collaborava alla gestione politica e amministrativa nazionale del partito.
– Ispettori Nazionali: Funzionari di collegamento che vigilavano sull’applicazione delle direttive centrali nelle varie province d’Italia.

Il PNF capillarizzava il proprio controllo sul territorio nazionale suddividendosi su base provinciale e comunale.

– Federazioni dei Fasci di Combattimento (Federali): Presenti in ogni capoluogo di provincia. A capo di ciascuna vi era il Segretario Federale (comunemente detto “Federale”), nominato direttamente dal Duce su proposta del Segretario Nazionale. Aveva poteri di controllo assoluti sulla vita politica ed economica della provincia.
– Fasci di Combattimento: I nuclei cittadini o comunali del partito. Erano guidati da un Segretario Politico, coadiuvato da un direttorio locale.
– Gruppi Rionali Fascisti: Suddivisioni territoriali interne ai grandi centri urbani, nate per monitorare i quartieri delle città popolose.
– I Nuclei: La cellula più piccola e capillare della struttura, diffusa a livello di frazioni comunali o stabilimenti industriali.

La gerarchia del PNF estendeva il proprio controllo sociale e generazionale gestendo istituzioni parallele obbligatorie per i cittadini:

– Gioventù Italiana del Littorio (GIL): Inquadrava i giovani dai 6 ai 21 anni (dai Figli della Lupa fino ai Giovani Fascisti).
– Gruppi Universitari Fascisti (GUF): Organizzazione dedicata agli studenti degli atenei.
– Opera Nazionale Dopolavoro (OND): Struttura per il controllo e l’organizzazione del tempo libero e delle attività ricreative dei lavoratori adulti.

Berretto da Gerarca dei Fasci di Combattimento del PNF

Acquisto uniformi, fez e copricapi del PNF, MVSN, RSI, uniformi prima e seconda guerra mondiale, pugnali fascisti, fregi, cimeli del ventennio, medaglie, distintivi, caschi coloniali, documenti, equipaggiamenti ecc.

Berretto da Gerarca dei Fasci di Combattimento del PNF.

La gerarchia del Partito Nazionale Fascista (PNF) era una struttura piramidale e rigidamente centralizzata, basata sul principio dell’obbedienza assoluta e sul culto del capo.
Formalizzata progressivamente attraverso vari statuti, l’organizzazione si divideva in organi centrali e organi periferici.

Alla sommità dello Stato e del partito vi era una sovrapposizione totale di ruoli, in cui gli organi direttivi del PNF coincidevano con le massime istituzioni del regime fascista.

– Il Duce: Benito Mussolini era il Capo supremo del PNF. Emanava le direttive per l’azione politica, nominava i massimi gerarchi e presiedeva il Gran Consiglio del Fascismo.
– Gran Consiglio del Fascismo: Organo supremo del partito e, dal 1928, dello Stato italiano. Definiva le linee politiche del regime e deliberava sulle questioni costituzionali.
– Il Segretario Nazionale: Nominato con decreto reale su proposta del Capo del Governo, era la figura operativa più importante della gerarchia. Dirigeva l’amministrazione del partito, coordinava le attività delle federazioni provinciali e partecipava di diritto ai Consigli dei ministri.
– Direttorio Nazionale: Organo collegiale ristretto presieduto dal Segretario. Collaborava alla gestione politica e amministrativa nazionale del partito.
– Ispettori Nazionali: Funzionari di collegamento che vigilavano sull’applicazione delle direttive centrali nelle varie province d’Italia.

Il PNF capillarizzava il proprio controllo sul territorio nazionale suddividendosi su base provinciale e comunale.

– Federazioni dei Fasci di Combattimento (Federali): Presenti in ogni capoluogo di provincia. A capo di ciascuna vi era il Segretario Federale (comunemente detto “Federale”), nominato direttamente dal Duce su proposta del Segretario Nazionale. Aveva poteri di controllo assoluti sulla vita politica ed economica della provincia.
– Fasci di Combattimento: I nuclei cittadini o comunali del partito. Erano guidati da un Segretario Politico, coadiuvato da un direttorio locale.
– Gruppi Rionali Fascisti: Suddivisioni territoriali interne ai grandi centri urbani, nate per monitorare i quartieri delle città popolose.
– I Nuclei: La cellula più piccola e capillare della struttura, diffusa a livello di frazioni comunali o stabilimenti industriali.

La gerarchia del PNF estendeva il proprio controllo sociale e generazionale gestendo istituzioni parallele obbligatorie per i cittadini:

– Gioventù Italiana del Littorio (GIL): Inquadrava i giovani dai 6 ai 21 anni (dai Figli della Lupa fino ai Giovani Fascisti).
– Gruppi Universitari Fascisti (GUF): Organizzazione dedicata agli studenti degli atenei.
– Opera Nazionale Dopolavoro (OND): Struttura per il controllo e l’organizzazione del tempo libero e delle attività ricreative dei lavoratori adulti.

Cerco, Perizio e Acquisto intere collezioni di cimeli militari o raccolte di famiglia, suddivisioni ereditarie e da collezionisti, privati e commercianti

Acquisto cimeli militari periodo 1800-1945, uniformi, copricapo, elmi e colbacchi di Cavalleria, berretti, elmetti, caschi coloniali, equipaggiamenti, medaglie e decorazioni, Ordini Cavallereschi, accessori, pugnali fascisti, armi bianche e antiche, bronzi e quadri a carattere militare, cimeli di preda bellica, fotografie, documenti ecc.

Cerco, Perizio e Acquisto intere collezioni di cimeli militari o raccolte di famiglia, suddivisioni ereditarie e da collezionisti, privati e commercianti

Cerco, Perizio e Acquisto intere collezioni di cimeli storici militari o raccolte di famiglia, suddivisioni ereditarie e da collezionisti, privati e commercianti.

Valutazione e Acquisto cimeli militari periodo 1800-1945, uniformi e copricapi della prima e seconda guerra mondiale e del ventennio, fregi e accessori, elmi e colbacchi di Cavalleria, berretti e fez fascisti, cimeli MVSN, PNF, RSI , elmetti, caschi coloniali, equipaggiamenti, medaglie e decorazioni, Ordini Cavallereschi, pugnali fascisti, armi bianche e antiche, bronzi e quadri a carattere militare, cimeli di preda bellica, fotografie, documenti, attestati di conferimento ecc.

Cerco, Perizio e Acquisto intere collezioni di cimeli storici militari o raccolte di famiglia, suddivisioni ereditarie e da collezionisti, privati e commercianti.