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Archivi: Collezioni

Berretti da Ufficiale in uso nella prima guerra mondiale

Acquisto berretti della prima e seconda guerra mondiale, elmetti italiani, austriaci e tedeschi, elmi e colbacchi di Cavalleria, uniformi, copricapi e cimeli militari, medaglie al Valore Militare, fregi, accessori, equipaggiamenti ecc.

Berretti modello 1909 g/v da Ufficiale “in filo di seta mimetico” in uso nella prima guerra mondiale:

– Berretto da Tenente Colonnello del Piemonte Reale Cavalleria (2° Reggimento Dragoni);
– Berretto da Maggiore Pilota d’aereo proveniente dall’Artiglieria Campale;
– Berretto da Sottotenente dei Cavalleggeri.

Il berretto Modello 1909 grigio/verde (g/v) del Regio Esercito è un copricapo storico della Grande Guerra. La variante con fregi e gradi “in filo di seta mimetico” (spesso descritta anche come seta grigio-verde) fa riferimento agli esemplari da campo.

Questi dettagli furono introdotti per ridurre la visibilità dei soldati al fronte.
Dal tardo 1915, per evitare che gli ufficiali venissero presi di mira dai cecchini, l’esercito dispose l’uso di gradi, galloni e trofei d’arma a bassa visibilità ricamati in filo di seta grigio-verde, anziché nei tradizionali filati metallici dorati o argentati.

I berretti originali erano realizzati in panno di lana grigio-verde, con visiera in cuoio nero (per la truppa) o in cuoio/tela cerata verniciata grigio-verde (per gli ufficiali in tenuta da campagna). L’interno era tradizionalmente foderato in seta o materiali leggeri.

Variante di casco da volo della prima guerra mondiale

Valuto e Acquisto uniformi, copricapi, equipaggiamenti da volo, fregi, medaglie, documenti ecc. appartenuti a piloti d’aereo della prima e seconda guerra mondiale, fotografie, cimeli di preda bellica, parti di aerei, modellini di aerei in metallo o legno, distintivi e brevetti di pilota e cimeli storici militari.

Casco da volo variante della prima guerra mondiale con fregio sabaudo.

Casco da volo da aviatore italiano, variante del più famoso casco “Roold” della prima guerra mondiale.

Il suo interno è di sughero e il rivestimento di tela cerata solitamente di colore marrone rossiccio. Era usanza di molti piloti d’epoca di personalizzare il casco da volo con simboli di squadriglie, scritte e motti (come nell’esemplare in foto).

Casco da volo da dirigibilista della prima guerra mondiale

Compro uniformi, copricapi, equipaggiamenti da volo, fregi, medaglie, documenti ecc. appartenuti a piloti d’aereo della prima e seconda guerra mondiale, fotografie, cimeli di preda bellica, parti di aerei, modellini di aerei in metallo o legno, distintivi e brevetti di pilota e cimeli storici militari.

Casco da volo da dirigibilista del Genio della prima guerra mondiale con relativi occhiali.

Casco da volo da aviatore italiano nella versione “Roold” della prima guerra mondiale.
Il suo interno è di sughero e il rivestimento di tela cerata solitamente di colore marrone rossiccio. Era usanza di molti piloti d’epoca di personalizzare il casco da volo con simboli di squadriglie, scritte e motti (come nell’esemplare in foto).

Dal 1918 questo casco fu adoperato anche dai reparti assegnati alle Automitragliatrici.

Pugnali fascisti e del REI, a becco d’aquila e di diverse tipologie

Compro pugnali fascisti “a becco d’aquila” e da combattimento, MVSN, RSI, PNF, Mutilati, Arditi, GIL, cinturoni, cimeli del ventennio, uniformi, copricapo, fez, medaglie e distintivi ecc.

Pugnali fascisti e del REI, a becco d’aquila e di diverse tipologie:

– Pugnale da Ufficiale MVSN mod. 1932 a becco d’aquila;
– Pugnale da Ufficiale MVSN mod. 1937 a becco d’aquila;
– Cinturone per “grande uniforme” da Ufficiale MVSN;
– Pugnale da combattimento mod. 1939 del Regio Esercito;
– Pugnale da Ardito primo tipo mod. 1917;
– Pugnale della GIL o dell’opera Balilla;

Pugnale della Regia Marina – 1935

Compro pugnali di qualunque tipologia, a becco d’aquila, ventennio fascista, MVSN, PNF, RSI, da combattimento REI, personalizzati e con cofanetti, uniformi e copricapo ecc.

Pugnale realizzato e distribuito dal 1935/36 ai reparti da sbarco della Regia Marina. Una delle due custodie in acciaio stampato ed entrambe d’epoca reca anteriormente in rilievo una ancora fiancheggiata dalle iniziali “R” e “M” (Regia Marina) come d’ordinanza.

Questo robusto pugnale è stato distribuito a Ufficiali, sottufficiali e graduati del Battaglione San Marco all’inizio della campagna d’Etiopia del 1935/36, subito prima della partenza per l’Africa. L’impugnatura è stata realizzata in bachelite nera stampata a caldo annegandovi il codolo della lama. Due fasci stilizzati sono presenti nell’impugnatura. Il fodero, in lamiera d’acciaio stampata, reca di solito anteriormente in rilievo una ancora fiancheggiata dalle iniziali “R” e “M” (Regia Marina). La lama è marcata al tallone “R. Marina”.

Pugnale da combattimento modello 1935 da Ufficiale della MVSN con motto sulla lama della 6° Divisione CC.NN. Tevere

Valuto e Acquisto pugnali fascisti MVSN con motti sulla lama o personalizzati, pugnali a becco d’aquila, Moschettieri del Duce, Mutilati, Confinaria, accessori, cinturoni e cimeli militari ecc.

Pugnale da combattimento modello 1935 da Ufficiale della MVSN con motto sulla lama della 6° Divisione CC.NN. “Tevere”, motto: “MOLTI NEMICI MOLTO ONORE”.

Nel 1935 venne adottato per la truppa della MVSN un pugnale da combattimento e da marcia. Questo pugnale è robusto e affidabile con manico in legno naturale e lama dritta. Fodero in acciaio brunito o verniciato con minio rosso antiruggine e poi verniciato di nero. Anteriormente reca stampato a rilievo un fascio littorio sovrastante le iniziali “MVSN” disposte a settore di cerchio. Posteriormente porta un largo passante inclinato, in lamiera. Prodotto per tutti i componenti (Sottufficiali e truppa) della Milizia fascista, presenta leggere differenze che interessano in particolare i fasci e le scritte dovute ai differenti stampi ma anche all’usura di questi.
Per gli Ufficiali era previsto che il pugnale, uguale a quello adottato per la truppa, fosse di qualità migliore per finiture e materiali, con parti metalliche del fornimento cromate e manico in ebano o altro legno pregiato scuro, annerito e/o verniciato di nero.
Questi pugnali ebbero il loro battesimo nella Campagna in Africa Orientale del 1935/36 dove parteciparono 7 Divisioni Camice Nere CC.NN. della MVSN.
In questa Campagna, molti pugnali vennero personalizzati dai loro possessori incidendo il legno dell’impugnatura con scritte, simboli e motti, frasi inneggianti il Duce o anche solo riguardanti la loro famiglia a casa.
Gli Ufficiali ebbero inoltre la possibilità di acquistare i loro pugnali con i motti divisionali, realizzati ad acido sulle rispettive lame, delle 7 Divisioni cui furono suddivisi gli effettivi della Milizia durante la Campagna in A.O.I.
Queste Divisioni portavano nomi quasi tutti legati alle date di momenti basilari nella storia del movimento fascista o di quella dell’antica Roma della quale, il fascismo aveva rivendicati e fatti suoi il mito e le glorie.

Nr. 1 Divisione CC.NN. “23 marzo” (1919 – nascita del PNF), motto: “IMPLACABILE”;
Nr. 2 Divisione CC.NN. “28 ottobre” (1922 – marcia su Roma), motto: “SUMMA AUDACIA ET VIRTUS”;
Nr. 3 Divisione CC.NN. “21 aprile” (735 a.C. – fondazione di Roma), motto: “ROMA NOMEN ET OMEN”;
Nr. 4 Divisione CC:NN. “3 gennaio” (1923 – nasce lo Stato fascista), motto: “CHI OSA VINCE”;
Nr. 5 Divisione CC.NN. “1 febbraio” (1923 – nasce la MVSN), motto: “COL CUORE E COL FERRO ALLA META”;
Nr. 6 Divisione CC.NN. “Tevere”, motto: “MOLTI NEMICI MOLTO ONORE”;
Nr. 7 Divisione CC.NN. “Cirene”, ebbe vita brevissima e non ebbe alcun motto.

Pugnale della Milizia Confinaria MVSN

Compro pugnali fascisti MVSN con motti sulla lama o personalizzati, pugnali a becco d’aquila, Moschettieri del Duce, Mutilati, Confinaria, accessori, cinturoni e cimeli militari ecc.

Pugnale della Milizia Confinaria MVSN, secondo modello 1932.

In foto sono raffigurati anche altri 3 pugnali fascisti:

– Pugnale modello 1935 della San Marco;
– Pugnale da combattimento modello 1935 da Ufficiale MVSN;
– Pugnale d’Onore da Mutilato MVSN.

Costituita nel 1927, la Milizia Confinaria ebbe inizialmente in dotazione un pugnale che ricorda la linea degli assaltatori tedeschi, con pomo liscio a testa d’aquila stilizzata, manico con guancette di legno, fodero in acciaio brunito e verniciato di nero.
Nel 1932 venne realizzato dalla Beltrame di Maniago, con una lavorazione abbastanza complessa, il secondo modello di pugnale del quale venne dotata la Milizia Confinaria. Questo nuovo pugnale è completamente diverso dal precedente modello, ha la classica forma a croce, è in acciaio in un solo pezzo con la guardia a sezione di T con in rilievo sul lato anteriore le lettere “MVSN” e al verso un fascio littorio.
Le guancette arrotondate in sintetico nero o in ebano sono assicurate da tre piccoli rivetti. La lama è nichelata, a due fili paralleli. Il fodero è in acciaio brunito e/o verniciato nero, molto simile al fodero del pugnale da Ufficiale MVSN mod. 1932.
Rari sono gli esemplari con guancette bianche (in galatite, osso bianco, avorio) in quanto da Generale MVSN.

Pugnale d’Onore da Mutilato MVSN

Valuto e Compro pugnali fascisti MVSN con motti sulla lama o personalizzati, pugnali a becco d’aquila, Moschettieri del Duce, Mutilati, Confinaria, accessori, cinturoni e cimeli militari ecc.

Pugnale d’Onore da Mutilato MVSN.
in foto sono raffigurati anche altri 3 pugnali fascisti:
– Pugnale modello 1935 della San Marco;
– Pugnale da combattimento modello 1935 da Ufficiale MVSN;
– Pugnale della Confinaria MVSN, secondo modello, 1932.

L’Associazione Mutilati e Invalidi di Guerra fu costituita nel 1917 e nell’immediato dopoguerra entrò a fare parte della MVSN, il cui Comando, già nel 1923, aveva ufficializzato il proprio intendimento di costituire dei nuclei di mutilati presso i comandi di gruppo legioni o di legione.
Nell’ottobre 1929 viene costituita, con sede a Roma, la Legione Mutilati ed Invalidi della MVSN e nel 1934 i reparti mutilati contavano 715 ufficiali, 2729 sottufficiali e 15.969 legionari.
In tale periodo i pugnali adottati dai legionari erano i pugnali da Ardito modello 1917 o il pugnale di preda bellica austriaca mentre per gli Ufficiali i pugnali inizialmente usati erano il modello 1923 (soprannominato “testone”) della MVSN per poi passare al modello 1932 della MVSN (soprannominato “a becco d’aquila).
Già nel 1930 alla zecca di Stato venne commissionata la realizzazione di almeno 800 esemplari di un pugnale d’Onore da distribuire ai reparti mutilati e invalidi. Non potendo produrre le lame di questi pugnali, la zecca realizzò l’impugnatura e la custodia mentre la lama venne commissionata nella città di Frosolone, la cittadina presso Campobasso, nota ancora oggi per la produzione di coltelli.
Questa prima partita di pugnali presentava l’impugnatura fusa in alluminio argentato e anche la custodia era argentata. Sul pomo dell’impugnatura era presente una testa di leone a bocca aperta, sulla guardia erano presenti due teste d’aquila e al centro della crociera, sui due lati, vi erano due scudetti nei quali in uno era raffigurato un fascio, nell’altro il simbolo della Legione Mutilati. I pugnali realizzati dalla zecca presentano un numero di matricola sotto la gola di una delle aquile e il marchio “FROSOLONE” incusso nella parte alta della lama.
Questo pugnale d’Onore è stato successivamente realizzato da altri produttori:
– con l’impugnatura e la custodia argentata;
– Con l’impugnatura e la custodia bronzata;
– con l’impugnatura e la custodia brunita;
– con l’impugnatura bronzata e la custodia nera.
L’attribuzione dei pugnali argentati o bronzati non era legata al grado militare dell’insignito ma al Merito o al grado di Mutilazione e Invalidità.

Cimeli di un Ufficiale carrista nella guerra di Spagna

Acquisto medaglie, distintivi e fregi della guerra di Spagna, scudetti da braccio, uniformi, pugnali e armi bianche, documenti, fotografie e cimeli MVSN, PNF, RSI, Regio Esercito, Aviazione, Marina e coloniali.

Cimeli appartenuti a un Ufficiale carrista del I° Battaglione Legionario Carri d’Assalto in Spagna: fregi, scudetti da braccio, distintivi e un porta sigarette in argento dono a questo Ufficiale.

Il Raggruppamento Carristi (Agrupación de carros de asalto y autos blindados per gli spagnoli) era un’unità corazzata del Corpo Truppe Volontarie, inviata dal Governo Italiano a combattere la guerra civile spagnola al fianco dei nazionalisti.

Storia

I primi carri armati leggeri italiani CV35 sbarcarono in Spagna, nel porto di Vigo; essi rappresentarono il primo passo nel coinvolgimento dell’Italia nella guerra civile spagnola, poi ufficialmente dichiarato il 10 dicembre seguente. A questo primo gruppo ne seguì un secondo il 20 settembre, costituito da 10 CV35, dei quali tre nella versione carro lanciafiamme L3/35Lf. I carri andarono a costituire il I Raggruppamento italo-spagnolo carri, che si batté ottimamente il 21 ottobre nella battaglia di Navalcarnero e prese parte, otto giorni dopo presso Seseña, al primo scontro tra carri armati nella storia militare italiana. In questa occasione i carri italiani si scontrarono con i T-26 repubblicani di costruzione sovietica; un solo CV35 andò perduto. Poco dopo questo fatto d’armi l’unità venne sciolta ed i carri furono ceduti agli spagnoli.

Il 22 novembre 1936 la Missione Militare Italiana in Spagna venne potenziata tramite l’invio di due nuove compagnie carri e di una sezione controcarri; con i carri recuperati dagli spagnoli, vennero costituite in totale tre compagnie carri, che l’8 febbraio supportarono le truppe italiane nella battaglia di Malaga ed il 17 febbraio furono organizzate nel Raggruppamento Carri d’Assalto per l’OMS, poi trasformato in Raggruppamento Reparti Specializzati (RSS), su cinque compagnie. Tali unità avevano personale misto tratto in parte dal Regio Esercito, parte dalla Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale (MVSN) e in parte anche spagnolo.

Tra l’8 ed il 18 marzo il RSS prese parte alla sfortunata battaglia di Guadalajara. Nell’aprile successivo venne riorganizzato su due battaglioniː uno su quattro compagnie carri, un plotone anticarro ed una compagnia di fanteria spagnola, che gli italiani dotarono di due autocarri per ognuno dei tre plotoni; l’altro era su una compagnia autoblindo, una motociclisti ed una lanciafiamme-chimica. Il reparto non combatté mai come unità organica, ma di volta in volta vennero formate delle unità operative a livello di compagnia rinforzata. A settembre il RSS ricevette una batteria di cannoni anticarro 3,7 cm PaK 36 (37/45 Mod. 36), potendo così assegnare ad ogni compagnia un plotone anticarro, oltre a mitragliere anticarro Breda 20/65 Mod. 1935, cannoni d’accompagnamento 65/17 Mod. 1908/1913, un’unità genio, motociclisti esploratori, tutti tratti dalle divisioni di fanteria del CTV. Nello stesso periodo l’unità di fanteria spagnola venne ritirata dal RSS[4].

Nell’ottobre 1937 il reparto venne nuovamente riorganizzato e rinforzato, trasformandosi in Raggruppamento Carristi su due battaglioni carri ed un battaglione di supporto. All’inizio del 1938 al RSS venne aggregato infine una compagnia di carri T-26 di preda bellica. Queste forze vennero usate, fino alla fine della guerra, per creare unità motocorazzate a livello di plotone rinforzato. Il Raggruppamento Carristi venne sciolto ufficialmente il 31 luglio 1939, dopo la Parata della Vittoria a Madrid. In totale furono inviati dall’Italia 149 carri CV35, dei quali 36 andarono persi in combattimento o per problemi meccanici; i rimanenti furono trasferiti all’esercito spagnolo.