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Archivi: Collezioni

Medagliere di un Ufficiale pluridecorato al Valore Militare

Acquisto interi medaglieri di Ufficiali, Generali e Ammiragli, periodo Regno e Repubblica, medaglie Mauriziane, medaglie al Valore Militare (Oro, Argento e Bronzo), Ordini Cavallereschi, uniformi, copricapi, fotografie e documenti, equipaggiamenti ecc.

Medagliere appartenuto a un Ufficiale pluridecorato al Valore Militare con 4 medaglie d’Argento e 3 medaglie di Bronzo al Valore Militare. Ha partecipato alla guerra di Libia e volontario della prima guerra mondiale, successivamente alla guerra di Spagna.

Variante di pugnale MVSN mod. 1923 a testa di leone

Acquisto pugnali fascisti MVSN con motti sulla lama o personalizzati, pugnali a becco d’aquila o a testa di leone, Moschettieri del Duce, Mutilati, PAI, Confinaria, accessori, cinturoni e cimeli militari ecc.

Variante di pugnale MVSN mod. 1923 a testa di leone.
Il pugnale in foto è stato probabilmente realizzato per essere donato a un importante personaggio della MVSN in quanto è in argento, ha l’impugnatura personalizzata e presenta delle scritte attribuite appunto alla MVSN.

Questo pugnale deriva chiaramente dal modello 1923 per Ufficiali della MVSN, dal quale differisce soprattutto per la presenza della cappetta in ottone o bronzo terminata a testa di leone anziché a bulbo e per la guardia pure in ottone o bronzo come la ghiera, i cui rami a sezione circolare sono terminati a forma di ghianda come in vari tipi di vecchie daghe ottocentesche.
Del tutto sconosciute sono le origini e le attribuzioni ma la presenza in alcuni esemplari, sulla crociera, delle iniziali MVSN (come per il modello 1923 MVSN) e l’assoluta mancanza di queste iniziali su altri esemplari, fanno ritenere che questo pugnale è stato realizzato per essere donato come riconoscimento rispettivamente ad alti membri della MVSN oppure ad alti gradi del PNF. Alcuni esemplari di questo pugnale sono realizzati con cura e con la presenza di scritte o motti, altri sono stati realizzati da ditte artigianali o piccole industrie in maniera approssimativa, tanto che è difficile trovare due foderi intercambiabili.

Onorificenze della Corona di Prussia – varie classi

Acquisto Onorificenze, Ordini Cavallereschi, Decorazioni, Medaglie al valore Militare, medaglieri, uniformi, copricapi e cimeli Militari.

Varie classi di insegne dell’Ordine della Corona di Prussia, periodo fine ‘800/ inizi ‘900.

Questo Ordine fu istituito dal Re Guglielmo I di Prussia nel giorno della sua incoronazione il 18 ottobre 1861. Veniva conferito per meriti particolari nel campo sia civile che militare ed era costituito da cinque classi. Quando questa onorificenza era conferita al merito militare, la croce era accantonata da due spade incrociate.

Cimeli di storia appartenuti a Domenico Piccirillo che partecipò alla celebre Beffa di Buccari

Acquisto importanti cimeli militari e appartenuti a personaggi storici, medaglie al Valore Militare (Oro, Argento e Bronzo), decorazioni, Ordini cavallereschi, distintivi, riconoscimenti, documenti e fotografie, uniformi, berretti, elmetti, pugnali e armi bianche, equipaggiamenti, bandiere, autografi importanti ecc.

Cimeli di storia appartenuti a Domenico Piccirillo, i documenti, le sue medaglie al valore, la bandiera firmata e avuta da D’Annunzio da indossare sotto la divisa, e i riconoscimenti ricevuti da D’Annunzio e nelle cerimonie al termine della “grande guerra”.

Domenico Piccirillo nato nel 1897, originario di Vietri sul Mare (SA), è stato un marinaio italiano che si arruolò volontario in Marina a soli 16 anni prestò servizio con il grado di sottocapo torpediniere della Regia Marina durante la Prima Guerra Mondiale.

Fece parte dei 18 marinai che, sotto la guida di Luigi Rizzo (al comando del MAS 9) e Andrea Ferrarini (al comando del MAS 13), riuscirono a eludere le difese del porto di Trieste e a colpire e affondare la corazzata austro-ungarica SMS Wien, la notte tra il 9 e il 10 dicembre 1917 nel Vallone di Muggia.

Domenico Piccirillo partecipò a questa missione a bordo del MAS 13 e per il suo coraggio gli venne conferita una medaglia d’Argento al Valore Militare.

Fu anche uno dei trenta marinai scelti per l’audace missione navale che successivamente venne chiamata la “Beffa di Buccari”. L’azione si svolse nella notte tra il 10 e l’11 febbraio 1918 nella baia di Buccari.

Piccirillo fece parte dell’equipaggio dei tre iconici motoscafi armati siluranti (MAS 94, 95 e 96) e navigò insieme a figure storiche come i comandanti Luigi Rizzo, Costanzo Ciano e il poeta Gabriele d’Annunzio.

In questa azione, per il suo ardimento, gli venne conferita una medaglia di Bronzo al Valore Militare.

D’Annunzio rimase colpito dal giovane campano e lo descrisse nel suo resoconto letterario con parole poetiche, celebrando i suoi “neri occhi di morituro” e le sue origini della costiera di Amalfi.

La “Beffa di Buccari” fu un attacco a sorpresa effettuato da questi tre MAS italiani contro il naviglio austro-ungarico protetto all’interno della baia di Buccari.
Pur riscuotendo un successo militare materiale limitato, l’impresa ebbe una portata morale enorme per l’Italia dopo la disfatta di Caporetto.

Il termine “beffa” nacque dalle tre bottiglie lasciate in mare da d’Annunzio contenenti un messaggio derisorio per il nemico.

Questa missione ispirò l’acronimo dei MAS ideato dal poeta: “Memento Audere Semper” (Ricorda di osare sempre).

Piccolo collare e placca dell’Ordine Supremo della Santissima Annunziata

Acquisto Piccoli collari e Placche dell’Ordine della Santissima Annunziata, interi medaglieri di Ufficiali, Generali e Ammiragli, periodo Regno e Repubblica, medaglie Mauriziane, medaglie al Valore Militare (Oro, Argento e Bronzo), Ordini Cavallereschi, uniformi, copricapi, fotografie e documenti, equipaggiamenti ecc.

Piccolo collare e placca dell’Ordine Supremo della Santissima Annunziata, periodo ‘900.

Venne fondato nel 1362 da Amedeo VI di Savoia e chiamato Ordine del Collare, con lo scopo di “indurre unione e fraternità tra i potenti al fine di evitare guerre private”.

L’Ordine prevedeva, nei suoi regolamenti, che tutti gli insigniti fossero considerati pari e si chiamassero tra loro “fratelli” ed era riservato ai nobili più illustri e fedeli.

Le insegne originarie erano costituite da un collare d’argento dorato con il motto FERT, chiuso da un anello con tre nodi sabaudi. I membri erano in origine limitati a quindici, compresa la guida del gran maestro, ad onore delle quindici allegrezze di Maria Vergine.

Amedeo VIII di Savoia stabilì che nel collare fossero alternati i nodi sabaudi con la scritta FERT e quindici rose, a ricordo della rosa d’oro inviata da Urbano V al conte Amedeo VI nel 1364 quando gli conferì le insegne di cavaliere crociato.

Carlo Giovanni Amedeo di Savoia riformò gli statuti rinominando il sodalizio in Ordine Supremo della Santissima Annunziata, fece inserire nel collare il medaglione con l’immagine dell’Annunziata e aumentò il numero di cavalieri a venti.

Emanuele Filiberto stabilì che per l’ammissione all’Ordine era necessaria la dimostrazione di quattro quarti della propria nobiltà da almeno cinque generazioni. Successivamente Vittorio Amedeo II secolarizzò l’Ordine.

Nel 1869 Vittorio Emanuele II stabilì che l’ingresso potesse avvenire anche senza origini nobili, purché per altissimi meriti resi allo stato o alla corona. Al momento dell’investitura, il nuovo insignito sceglieva il collare fra quelli disponibili (che doveva essere riconsegnato alla morte del decorato) e diventava contestualmente cavaliere di gran croce dell’Ordine della Corona d’Italia e dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro.

Tra i privilegi vi era l’esenzione dal pagamento delle tasse, essere considerati cugini del re al quale poter dare del tu, l’attribuzione del titolo di Eccellenza, la precedenza protocollare davanti a tutte le cariche dello stato e il diritto agli onori militari.

Trattandosi di una istituzione di origine antecedente la costituzione del Regno d’Italia, rimane la massima onorificenza della Reale Casa.

L’Ordine prevede la sola classe di cavaliere.

Le insegne dell’Ordine Supremo della Santissima Annunziata sono costituite da un gran collare, un piccolo collare e una placca.

Il Gran collare ossia una collana formata da quattordici maglie traforate d’oro, caricata ciascuna dalle lettere maiuscole RT e FE, anch’esse d’oro, intrecciate dal nodo sabaudo chiuso e smaltato di bianco e di rosso. Ogni maglia è accostata a quattordici rose dorate, smaltate alternativamente di rosso e di bianco. Al centro del collare è appeso un pendente in oro, racchiuso da tre nodi di Savoia dello stesso, recante al centro la scena dell’Annunciazione in smalti bianchi, rossi e azzurri.

Il Piccolo collare ossia la riduzione del gran collare privo delle rose, il tutto d’oro o di argento dorato.

La placca è costituita dalla scena dell’Annunciazione racchiusa entro una cornice formata da quattro semicerchi concavi, bordati da quattro nodi di Savoia alternati a quattro rosette, accompagnati nella loro intersezione dalle lettere maiuscole F E R T, il tutto d’oro. Dalla placca fuoriescono otto gruppi di fiamme, anch’essi d’oro.

Al momento dell’investitura, il nuovo insignito sceglieva il Gran collare fra quelli disponibili e avvolti nei rispettivi astucci numerati da 1 a 26 (il numero degli esemplari del Gran collare realizzati) e ciascuno con i nominativi dei rispettivi predecessori.
Il Gran collare, alla morte del decorato, doveva essere restituito alla cancelleria dell’Ordine pertanto era d’obbligo testamentare, per gli eredi, tale disposizione.

Insieme al Gran collare, all’insignito veniva consegnato anche un Piccolo collare e una Placca che non dovevano essere riconsegnati alla sua morte e pertanto potevano restare in famiglia.

Tale Ordine, tra i più antichi e prestigiosi al mondo, ancora oggi continua ad essere assegnato dai Savoia nonostante che sia stato soppresso l’uso in Italia con la nascita della Repubblica e per gli effetti dalla legge 3 marzo 1951, n. 178.

Medaglia d’Oro al Valore Militare conferita nel 1917

Acquisto decorazioni al Valore Militare (Oro, Argento e Bronzo) dal 1833 ad oggi, medaglie al Valore di Marina e Aeronautico, attestati di conferimento, medaglie, Ordini Cavallereschi, distintivi, uniformi, copricapo, fotografie e documenti ecc.

Medaglia d’Oro Al Valore Militare, una delle 370 circa medaglie d’Oro conferite durante la prima guerra mondiale, tra il 1915 e il 1918. Questa medaglia è stata conferita ad un pilota da Bombardamento nel 1917. Il suo peso è di circa 30 grammi in Oro Zecca ‘917.

La medaglia d’Oro al valor militare (M.O.V.M.) è il massimo riconoscimento italiano al valore militare. Viene assegnata per “esaltare gli atti di eroismo militare, segnalando come degni di pubblico onore gli autori di essi e suscitando, ad un tempo, lo spirito di emulazione negli appartenenti alle forze militari”. Ad oggi risultano 2606 conferimenti di medaglie d’oro al valor militare.

Istituita il 21 maggio 1793 nel Regno di Sardegna da Vittorio Amedeo III “per ufficiali inferiori e soldati che avevano fatto azioni di segnalato valore in guerra” recava, nel dritto, il profilo del re e, nel verso, un trofeo di bandiere e la scritta “Al Valore”. Vittorio Emanuele I la soppresse per sostituirla il 14 agosto 1815 con l’Ordine Militare di Savoia.

Toccò a Carlo Alberto di Savoia ripristinarla, con regio decreto del 26 marzo 1833, e anzi di aggiungervi la medaglia d’Argento e la Menzione Onorevole Al Valore Militare. Furono confermate nel 1861 da Vittorio Emanuele II dopo l’unità d’Italia.

Le Menzioni Onorevole verranno automaticamente convertite in medaglie di Bronzo al Valore Militare quando quest’ultima onorificenza sarà creata nel 1887.

Le caratteristiche di entrambe le medaglie Al Valore (Oro e Argento) sono:
sul dritto, lo scudo sabaudo con rami d’alloro, la corona reale e la scritta “Al Valore Militare»; sul rovescio due rami di alloro che racchiudevano il nome del decorato, il luogo e la data dell’azione.

Tutte le medaglie al Valore Militare sono state realizzate dalla Zecca di Stato i cui punzoni sono cambiati nel tempo. Dal 1833 ad oggi, il conio delle medaglie al Valore Militare ha inoltre subito piccole modifiche.

Nel primo tipo delle medaglie Al Valore Militare del 1833, la cambretta che univa la medaglia al nastrino turchino (azzurro) é di piccole dimensioni, le lettere che compongono la scritta “Al Valore Militare” hanno una minore altezza dei successivi coni e il punzone dell’incisore della Zecca (posto al diritto della medaglia, sotto lo scudo sabaudo)é “F.G”.

Il conio del secondo tipo delle medaglie Al Valore Militare fu approntato sul finire del 1848 e utilizzato sino al 1859. Si distingue dal primo tipo essenzialmente per la maggiore altezza delle lettere “Al Valore Militare”. La maggiore parte di queste medaglie, concesse durante la campagna 1848-49, portano al rovescio la dicitura incisa “Guerra Dell’Indipendenza Italiana”, seguita dal luogo e della data dell’azione.

A partire dal 1859 venne approntato un nuovo conio (terzo tipo) che riporta al diritto della medaglia il segno dell’incisore della Zecca “F.G.” anziché “F.G”.

Medaglie Al Valore Militare di tale conio di terzo tipo (in Oro, Argento e Bronzo dal 1887) furono conferite durante le guerre coloniali, la campagna di Libia del 1911-12 fino all’entrata dell’Italia alla prima guerra mondiale quando venne realizzato un nuovo conio
riportante al diritto della medaglia il segno della Zecca “Z coronata F.G” anziché “F.G.” e al rovescio lo spazio libero per riportare inciso sempre il nome dell’insignito oltre al luogo e alla data dell’azione.

Durante la prima guerra mondiale del 1915-18 vennero conferite circa:

– 370 Medaglie d’Oro al Valore Militare;
– 36.000 Medaglie d’Argento al Valore Militare;
– 61.000 Medaglie di Bronzo Al Valore Militare.

La medaglia d’Oro Al Valore Militare in foto é una delle circa 370 medaglie d’Oro al Valore Militare conferite nella prima guerra mondiale tra il 1915-18.

Collare e spada di Cameriere Segreto di Cappa e Spada

Compro onorificenze pontificie, uniformi e copricapi, cimeli di Cameriere Segreto di Cappa e Spada, elmi della Guardia Nobile, uniformi della Gendarmeria pontificia, cimeli dell’esercito di Pio IX, caschi ed equipaggiamenti della Guardia Civica di Pio IX, documenti, fotografie, armi bianche ecc.

Il Cameriere Segreto di Cappa e Spada era una antica carica laica della Corte Pontificia, abolita nel 1968 da Paolo VI e sostituita dall’attuale ruolo dei Gentiluomini di Sia Santità.
Erano membri di illustre famiglie nobili che godevano del privilegio di scortare il Papa con la spada sfoderata fino alle sue stanze.
I dignitari di questa corte indossavano un collare specifico, costituito da una catena a maglie intrecciate in metallo dorato che intervalla placche circolari in smalto blu o rosso. Il pendente centrale raffigura le chiavi di San Pietro, segno distintivo della loro alta dignità, sormontate dalla tiara papale. Il cofanetto di tale collare originale è ottagonale, di solito con lo stemma papale impresso sopra in oro.
Vestivano con un caratteristico costume cinquecentesco (o con un frac con gilet nero, feluca e spada) completato da gorgiere in pizzo.

Raccolta di uniformi, caschi, berretti e fez del REI, MVSN e PNF acquisiti in una importante collezione

Valutazione e Acquisto cimeli storici militari periodo 1800-1945, alle massime valutazioni, e in particolare cimeli appartenuti a personaggi storici e di rilievo: Generali, Ammiragli, Gerarchi del ventennio, Diplomatici e Politici. Massima serietà e riservatezza.

In particolare sono interessato ad Acquistare uniformi e copricapi della prima e seconda guerra mondiale e del ventennio, fregi e accessori, elmi e colbacchi di Cavalleria, berretti e fez fascisti, cimeli MVSN, PNF, RSI , elmetti, caschi coloniali, equipaggiamenti, medaglie al Valore Militare e decorazioni, Ordini Cavallereschi, pugnali fascisti, armi bianche e antiche, bronzi e quadri a carattere militare, cimeli di preda bellica, fotografie, documenti, attestati di conferimento ecc.
Sono molto interessato anche a cimeli di Paracadutisti.

Cerco, Perizio e Acquisto intere collezioni di cimeli storici militari, periodo 1800-1945, o raccolte di famiglia, suddivisioni ereditarie e da collezionisti, privati e commercianti.

Raccolta di uniformi, spalline, caschi, berretti e fez del REI, MVSN e PNF acquisiti in una importante collezione.

Ordine della Santissima Annunziata

Compro Piccoli collari e Placche dell’Ordine della Santissima Annunziata, interi medaglieri di Ufficiali, Generali e Ammiragli, periodo Regno e Repubblica, medaglie Mauriziane, medaglie al Valore Militare (Oro, Argento e Bronzo), Ordini Cavallereschi, uniformi, copricapi, fotografie e documenti, equipaggiamenti ecc.

Piccolo collare e placca dell’Ordine Supremo della Santissima Annunziata, periodo ‘900.

Venne fondato nel 1362 da Amedeo VI di Savoia e chiamato Ordine del Collare, con lo scopo di “indurre unione e fraternità tra i potenti al fine di evitare guerre private”.

L’Ordine prevedeva, nei suoi regolamenti, che tutti gli insigniti fossero considerati pari e si chiamassero tra loro “fratelli” ed era riservato ai nobili più illustri e fedeli.

Le insegne originarie erano costituite da un collare d’argento dorato con il motto FERT, chiuso da un anello con tre nodi sabaudi. I membri erano in origine limitati a quindici, compresa la guida del gran maestro, ad onore delle quindici allegrezze di Maria Vergine.

Amedeo VIII di Savoia stabilì che nel collare fossero alternati i nodi sabaudi con la scritta FERT e quindici rose, a ricordo della rosa d’oro inviata da Urbano V al conte Amedeo VI nel 1364 quando gli conferì le insegne di cavaliere crociato.

Carlo Giovanni Amedeo di Savoia riformò gli statuti rinominando il sodalizio in Ordine Supremo della Santissima Annunziata, fece inserire nel collare il medaglione con l’immagine dell’Annunziata e aumentò il numero di cavalieri a venti.

Emanuele Filiberto stabilì che per l’ammissione all’Ordine era necessaria la dimostrazione di quattro quarti della propria nobiltà da almeno cinque generazioni. Successivamente Vittorio Amedeo II secolarizzò l’Ordine.

Nel 1869 Vittorio Emanuele II stabilì che l’ingresso potesse avvenire anche senza origini nobili, purché per altissimi meriti resi allo stato o alla corona. Al momento dell’investitura, il nuovo insignito sceglieva il collare fra quelli disponibili (che doveva essere riconsegnato alla morte del decorato) e diventava contestualmente cavaliere di gran croce dell’Ordine della Corona d’Italia e dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro.

Tra i privilegi vi era l’esenzione dal pagamento delle tasse, essere considerati cugini del re al quale poter dare del tu, l’attribuzione del titolo di Eccellenza, la precedenza protocollare davanti a tutte le cariche dello stato e il diritto agli onori militari.

Trattandosi di una istituzione di origine antecedente la costituzione del Regno d’Italia, rimane la massima onorificenza della Reale Casa.

L’Ordine prevede la sola classe di cavaliere.

Le insegne dell’Ordine Supremo della Santissima Annunziata sono costituite da un gran collare, un piccolo collare e una placca.

Il Gran collare ossia una collana formata da quattordici maglie traforate d’oro, caricata ciascuna dalle lettere maiuscole RT e FE, anch’esse d’oro, intrecciate dal nodo sabaudo chiuso e smaltato di bianco e di rosso. Ogni maglia è accostata a quattordici rose dorate, smaltate alternativamente di rosso e di bianco. Al centro del collare è appeso un pendente in oro, racchiuso da tre nodi di Savoia dello stesso, recante al centro la scena dell’Annunciazione in smalti bianchi, rossi e azzurri.

Il Piccolo collare ossia la riduzione del gran collare privo delle rose, il tutto d’oro o di argento dorato.

La placca è costituita dalla scena dell’Annunciazione racchiusa entro una cornice formata da quattro semicerchi concavi, bordati da quattro nodi di Savoia alternati a quattro rosette, accompagnati nella loro intersezione dalle lettere maiuscole F E R T, il tutto d’oro. Dalla placca fuoriescono otto gruppi di fiamme, anch’essi d’oro.

Al momento dell’investitura, il nuovo insignito sceglieva il Gran collare fra quelli disponibili e avvolti nei rispettivi astucci numerati da 1 a 26 (il numero degli esemplari del Gran collare realizzati) e ciascuno con i nominativi dei rispettivi predecessori.
Il Gran collare, alla morte del decorato, doveva essere restituito alla cancelleria dell’Ordine pertanto era d’obbligo testamentare, per gli eredi, tale disposizione.

Insieme al Gran collare, all’insignito veniva consegnato anche un Piccolo collare e una Placca che non dovevano essere riconsegnati alla sua morte e pertanto potevano restare in famiglia.

Tale Ordine, tra i più antichi e prestigiosi al mondo, ancora oggi continua ad essere assegnato dai Savoia nonostante che sia stato soppresso l’uso in Italia con la nascita della Repubblica e per gli effetti dalla legge 3 marzo 1951, n. 178.