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Berretto da Gerarca dei Fasci di Combattimento del PNF.
La gerarchia del Partito Nazionale Fascista (PNF) era una struttura piramidale e rigidamente centralizzata, basata sul principio dell’obbedienza assoluta e sul culto del capo.
Formalizzata progressivamente attraverso vari statuti, l’organizzazione si divideva in organi centrali e organi periferici.
Alla sommità dello Stato e del partito vi era una sovrapposizione totale di ruoli, in cui gli organi direttivi del PNF coincidevano con le massime istituzioni del regime fascista.
– Il Duce: Benito Mussolini era il Capo supremo del PNF. Emanava le direttive per l’azione politica, nominava i massimi gerarchi e presiedeva il Gran Consiglio del Fascismo.
– Gran Consiglio del Fascismo: Organo supremo del partito e, dal 1928, dello Stato italiano. Definiva le linee politiche del regime e deliberava sulle questioni costituzionali.
– Il Segretario Nazionale: Nominato con decreto reale su proposta del Capo del Governo, era la figura operativa più importante della gerarchia. Dirigeva l’amministrazione del partito, coordinava le attività delle federazioni provinciali e partecipava di diritto ai Consigli dei ministri.
– Direttorio Nazionale: Organo collegiale ristretto presieduto dal Segretario. Collaborava alla gestione politica e amministrativa nazionale del partito.
– Ispettori Nazionali: Funzionari di collegamento che vigilavano sull’applicazione delle direttive centrali nelle varie province d’Italia.
Il PNF capillarizzava il proprio controllo sul territorio nazionale suddividendosi su base provinciale e comunale.
– Federazioni dei Fasci di Combattimento (Federali): Presenti in ogni capoluogo di provincia. A capo di ciascuna vi era il Segretario Federale (comunemente detto “Federale”), nominato direttamente dal Duce su proposta del Segretario Nazionale. Aveva poteri di controllo assoluti sulla vita politica ed economica della provincia.
– Fasci di Combattimento: I nuclei cittadini o comunali del partito. Erano guidati da un Segretario Politico, coadiuvato da un direttorio locale.
– Gruppi Rionali Fascisti: Suddivisioni territoriali interne ai grandi centri urbani, nate per monitorare i quartieri delle città popolose.
– I Nuclei: La cellula più piccola e capillare della struttura, diffusa a livello di frazioni comunali o stabilimenti industriali.
La gerarchia del PNF estendeva il proprio controllo sociale e generazionale gestendo istituzioni parallele obbligatorie per i cittadini:
– Gioventù Italiana del Littorio (GIL): Inquadrava i giovani dai 6 ai 21 anni (dai Figli della Lupa fino ai Giovani Fascisti).
– Gruppi Universitari Fascisti (GUF): Organizzazione dedicata agli studenti degli atenei.
– Opera Nazionale Dopolavoro (OND): Struttura per il controllo e l’organizzazione del tempo libero e delle attività ricreative dei lavoratori adulti.
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