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Archivi: Collezioni

Medaglia Mauriziana in bronzo, periodo Regno

Acquisto interi medaglieri di Ufficiali Generali e Ammiragli, periodo Regno e Repubblica, medaglie Mauriziane, medaglie al Valore Militare (Oro, Argento e Bronzo), Ordini Cavallereschi, uniformi, copricapi, fotografie e documenti, equipaggiamenti ecc.

Con Atto Ministeriale del 9 maggio 1918 venne decretata la sospensione della coniazione in Oro della Medaglia Mauriziana, in considerazione dello stato di guerra e delle difficoltà del “mercato monetario”.
Con Regio Decreto del 25 marzo 1920 venne ripresala coniazione della medaglia in questione ma in bronzo.

La Medaglia Mauriziana in bronzo è una variante storica fondamentale dell’onorificenza italiana per icinquant’anni di servizio militare (dieci lustri).
Questa specifica versione è caratterizzata dall’utilizzo del bronzo dei cannoni sottratti al nemico durante la Prima Guerra Mondiale (1915-1918).
A differenza dei modelli precedenti e successivi coniati in oro o in bronzo dorato, il modello del 1920 manteneva il materiale brunito originale ed è rimasto in uso fino al termine della Seconda Guerra Mondiale (1945).
La decorazione presenta elementi iconografici e incisori specifici.

– Materiale: Bronzo fuso e coniato proveniente da materiale bellico di preda bellica.
– (Fronte): Mostra l’immagine di San Maurizio a cavallo, protettore delle armi, con l’iscrizione circolare “S. MAURIZIO PROTETTORE DELLE NOSTRE ARMI”. L’opera originale è dell’incisore Giuseppe Ferraris.
– (Retro): Riporta nel cerchio esterno la dicitura identificativa “Medaglia coniata con bronzo dei cannoni tolti al nemico 1915-1918 – R. D. 25 marzo 1920”.
– Formella Centrale: Al centro del retro è presente uno spazio in cui veniva impresso in rilievo il nome dell’ufficiale insignito e la dicitura “AL CAVALIERE MAURIZIANO [Nome] PER DIECI LUSTRI NELLA CARRIERA MILITARE BENEMERITO”.
– Dimensioni: Esistono due varianti di formato per questo modello: la versione “grande” (destinata principalmente agli ufficiali generali, con diametro di circa 51-52 mm) e la variante “piccola” (da 35 mm).

L’uso dell’insegna in bronzo rimase in vigore sino all’istituzione delle medaglie con la nuova impronta del rovescio nel periodo della Repubblica Italiana.

Collare e placca dell’Ordine Supremo della Santissima Annunziata

Valutazione e Acquisto Piccoli collari e Placche dell’Ordine della Santissima Annunziata, interi medaglieri di Ufficiali, Generali e Ammiragli, periodo Regno e Repubblica, medaglie Mauriziane, medaglie al Valore Militare (Oro, Argento e Bronzo), Ordini Cavallereschi, uniformi, copricapi, fotografie e documenti, equipaggiamenti ecc.

Piccolo collare e placca dell’Ordine Supremo della Santissima Annunziata, periodo ‘900.

Venne fondato nel 1362 da Amedeo VI di Savoia e chiamato Ordine del Collare, con lo scopo di “indurre unione e fraternità tra i potenti al fine di evitare guerre private”.

L’Ordine prevedeva, nei suoi regolamenti, che tutti gli insigniti fossero considerati pari e si chiamassero tra loro “fratelli” ed era riservato ai nobili più illustri e fedeli.

Le insegne originarie erano costituite da un collare d’argento dorato con il motto FERT, chiuso da un anello con tre nodi sabaudi. I membri erano in origine limitati a quindici, compresa la guida del gran maestro, ad onore delle quindici allegrezze di Maria Vergine.

Amedeo VIII di Savoia stabilì che nel collare fossero alternati i nodi sabaudi con la scritta FERT e quindici rose, a ricordo della rosa d’oro inviata da Urbano V al conte Amedeo VI nel 1364 quando gli conferì le insegne di cavaliere crociato.

Carlo Giovanni Amedeo di Savoia riformò gli statuti rinominando il sodalizio in Ordine Supremo della Santissima Annunziata, fece inserire nel collare il medaglione con l’immagine dell’Annunziata e aumentò il numero di cavalieri a venti.

Emanuele Filiberto stabilì che per l’ammissione all’Ordine era necessaria la dimostrazione di quattro quarti della propria nobiltà da almeno cinque generazioni. Successivamente Vittorio Amedeo II secolarizzò l’Ordine.

Nel 1869 Vittorio Emanuele II stabilì che l’ingresso potesse avvenire anche senza origini nobili, purché per altissimi meriti resi allo stato o alla corona. Al momento dell’investitura, il nuovo insignito sceglieva il collare fra quelli disponibili (che doveva essere riconsegnato alla morte del decorato) e diventava contestualmente cavaliere di gran croce dell’Ordine della Corona d’Italia e dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro.

Tra i privilegi vi era l’esenzione dal pagamento delle tasse, essere considerati cugini del re al quale poter dare del tu, l’attribuzione del titolo di Eccellenza, la precedenza protocollare davanti a tutte le cariche dello stato e il diritto agli onori militari.

Trattandosi di una istituzione di origine antecedente la costituzione del Regno d’Italia, rimane la massima onorificenza della Reale Casa.

L’Ordine prevede la sola classe di cavaliere.

Le insegne dell’Ordine Supremo della Santissima Annunziata sono costituite da un gran collare, un piccolo collare e una placca.

Il Gran collare ossia una collana formata da quattordici maglie traforate d’oro, caricata ciascuna dalle lettere maiuscole RT e FE, anch’esse d’oro, intrecciate dal nodo sabaudo chiuso e smaltato di bianco e di rosso. Ogni maglia è accostata a quattordici rose dorate, smaltate alternativamente di rosso e di bianco. Al centro del collare è appeso un pendente in oro, racchiuso da tre nodi di Savoia dello stesso, recante al centro la scena dell’Annunciazione in smalti bianchi, rossi e azzurri.

Il Piccolo collare ossia la riduzione del gran collare privo delle rose, il tutto d’oro o di argento dorato.

La placca è costituita dalla scena dell’Annunciazione racchiusa entro una cornice formata da quattro semicerchi concavi, bordati da quattro nodi di Savoia alternati a quattro rosette, accompagnati nella loro intersezione dalle lettere maiuscole F E R T, il tutto d’oro. Dalla placca fuoriescono otto gruppi di fiamme, anch’essi d’oro.

Al momento dell’investitura, il nuovo insignito sceglieva il Gran collare fra quelli disponibili e avvolti nei rispettivi astucci numerati da 1 a 26 (il numero degli esemplari del Gran collare realizzati) e ciascuno con i nominativi dei rispettivi predecessori.
Il Gran collare, alla morte del decorato, doveva essere restituito alla cancelleria dell’Ordine pertanto era d’obbligo testamentare, per gli eredi, tale disposizione.

Insieme al Gran collare, all’insignito veniva consegnato anche un Piccolo collare e una Placca che non dovevano essere riconsegnati alla sua morte e pertanto potevano restare in famiglia.

Tale Ordine, tra i più antichi e prestigiosi al mondo, ancora oggi continua ad essere assegnato dai Savoia nonostante che sia stato soppresso l’uso in Italia con la nascita della Repubblica e per gli effetti dalla legge 3 marzo 1951, n. 178.

Distintivi di Reparti Alpini periodo Regno e Repubblica

Compro distintivi smaltati Reparti Alpini periodo Regno e Repubblica, distintivi militari e del ventennio fascista, MVSN, PNF, RSI e del Regio Esercito, Marina, Aeronautica, coloniali ecc.

Distintivi smaltati di Reparti Alpini periodo Regno e Repubblica.

Elmo da parata da Ufficiale stile 1915-16 in cartone pressato con fregio dei Cavalleggeri del 1925

Valuto e Compro elmi e colbacchi di Cavalleria, uniformi, berretti, equipaggiamenti, medaglie, armi bianche, fregi, documenti, fotografie ecc.

Elmo da parata da Ufficiale stile 1915-16 in cartone pressato con fregio dei Cavalleggeri del 1925 (probabilmente questo Ufficiale prima di entrare nei quadri del “Genova Cavalleria” è transitato nei Cavalleggeri e poi nei Palafrenieri, come d’usanza nella Cavalleria all’epoca). Tali elmi di cartone, acquistati privatamente dall’Unione Militare, erano destinati ai soli Ufficiali.

Elmo e cimeli appartenuti a un Ufficiale del 4° Reggimento Genova Cavalleria, periodo 1934/1940. Questo Ufficiale ha partecipato alle campagne d’Africa, in Libia e in Africa Orientale ed è stato decorato al Valore Militare.
L’uniforme rinvenuta insieme all’elmo è una uniforme da sera (nera) in uso nel Regio Esercito italiano e adottata dalla riforma Baistrocchi (1933). Non più in uso con l’entrata in guerra nel 1940. Questa uniforme riporta le profilature arancione e la mostreggiatura da Capitano delle Scuole di Cavalleria o dei Palafrenieri. Le altre spalline sia in stoffa che metalliche sono da Capitano dei Dragoni e profilate in giallo, colore regolamentare del Genova Cavalleria.
L’elmo di Cavalleria, derivato con qualche modifica dal modello 1833/1842, era riservato agli appartenenti ai primi quattro Reggimenti di Cavalleria (Nizza Cavalleria, Piemonte Reale Cavalleria, Savoia Cavalleria e Genova Cavalleria). Si componeva di:
– un cimiero in metallo giallo (dorato per gli Ufficiali, in ottone per la truppa);
– un turbante ricoperto di pelle di foca;
– una coppa (in argento o in alpacca argentata per gli Ufficiali, in ferro nichelato per Sottufficiali e truppa) collocata sopra il turbante e sulla quale era collocato il cimiero;
– due orecchioni(che componevano il soggolo) in metallo dorato;
– una croce in metallo.
Il cimiero era ornato di incisioni e terminava all’estremità superiore con una testa di leone ed all’estremità inferiore con un fregio portante la cifra reale del sovrano.
Nell’elmo da Sottufficiale e da truppa le incisioni del cimiero erano meno dettagliate dell’elmo da Ufficiale e la testa di leone era piatta, molto in rilievo per gli elmi da Ufficiale.
Gli orecchioni erano fermati ai due lati da due rosoni. Erano composti da 10 squame ed erano uniti sul davanti da una fibbietta nera. Sotto il rosone sinistro era sistemata la coccarda nazionale che era in seta per gli Ufficiali e Marescialli, in lana per gli altri Sottufficiali, in lattone e in cuoio verniciato per la truppa.
La croce era collocata frontalmente sul turbante ed era bombata per gli Ufficiali e Sottufficiali, piatta per la truppa.
L’elmo da Ufficiale poteva essere dotato di una nappina con tulipa (che veniva fissata con una vite sul lato sinistro) sulla quale andava ad infilarsi l’aigrettes (il pennacchio bianco di airone) del Colonnello comandante il Reggimento.

Uniforme da sera (nera) appartenuta a un Capitano delle Scuole di Cavalleria o dei Palafrenieri, periodo 1933/1940

Cerco, Valuto e Acquisto elmi e colbacchi di Cavalleria, uniformi, berretti, equipaggiamenti, medaglie, armi bianche, fregi, documenti, fotografie ecc.

Elmo e cimeli appartenuti a un Ufficiale del 4° Reggimento Genova Cavalleria, periodo 1934/1940. Questo Ufficiale ha partecipato alle campagne d’Africa, in Libia e in Africa Orientale ed è stato decorato al Valore Militare.
L’uniforme rinvenuta insieme all’elmo è una uniforme da sera (nera) in uso nel Regio Esercito italiano e adottata dalla riforma Baistrocchi (1933). Non più in uso con l’entrata in guerra nel 1940. Questa uniforme riporta le profilature arancione e la mostreggiatura da Capitano delle Scuole di Cavalleria o dei Palafrenieri. Le altre spalline sia in stoffa che metalliche sono da Capitano dei Dragoni e profilate in giallo, colore regolamentare del Genova Cavalleria.
In foto vi è anche un elmo da parata stile 1915-16 in cartone pressato con fregio dei Cavalleggeri del 1925 (probabilmente questo Ufficiale prima di entrare nei quadri del “Genova Cavalleria” è transitato nei Cavalleggeri e poi nei Palafrenieri, come d’usanza nella Cavalleria all’epoca). Tali elmi di cartone, acquistati privatamente dall’Unione Militare, erano destinati ai soli Ufficiali.

L’elmo di Cavalleria, derivato con qualche modifica dal modello 1833/1842, era riservato agli appartenenti ai primi quattro Reggimenti di Cavalleria (Nizza Cavalleria, Piemonte Reale Cavalleria, Savoia Cavalleria e Genova Cavalleria). Si componeva di:
– un cimiero in metallo giallo (dorato per gli Ufficiali, in ottone per la truppa);
– un turbante ricoperto di pelle di foca;
– una coppa (in argento o in alpacca argentata per gli Ufficiali, in ferro nichelato per Sottufficiali e truppa) collocata sopra il turbante e sulla quale era collocato il cimiero;
– due orecchioni(che componevano il soggolo) in metallo dorato;
– una croce in metallo.
Il cimiero era ornato di incisioni e terminava all’estremità superiore con una testa di leone ed all’estremità inferiore con un fregio portante la cifra reale del sovrano.
Nell’elmo da Sottufficiale e da truppa le incisioni del cimiero erano meno dettagliate dell’elmo da Ufficiale e la testa di leone era piatta, molto in rilievo per gli elmi da Ufficiale.
Gli orecchioni erano fermati ai due lati da due rosoni. Erano composti da 10 squame ed erano uniti sul davanti da una fibbietta nera. Sotto il rosone sinistro era sistemata la coccarda nazionale che era in seta per gli Ufficiali e Marescialli, in lana per gli altri Sottufficiali, in lattone e in cuoio verniciato per la truppa.
La croce era collocata frontalmente sul turbante ed era bombata per gli Ufficiali e Sottufficiali, piatta per la truppa.
L’elmo da Ufficiale poteva essere dotato di una nappina con tulipa (che veniva fissata con una vite sul lato sinistro) sulla quale andava ad infilarsi l’aigrettes (il pennacchio bianco di airone) del Colonnello comandante il Reggimento.

Elmo e cimeli da Ufficiale del 4° Reggimento Genova Cavalleria, periodo 1934/1940

Valuto e Acquisto elmi e colbacchi di Cavalleria, uniformi, berretti, equipaggiamenti, medaglie, armi bianche, fregi, documenti, fotografie ecc.

Elmo e cimeli appartenuti a un Ufficiale del 4° Reggimento Genova Cavalleria, periodo 1934/1940. Questo Ufficiale ha partecipato alle campagne d’Africa, in Libia e in Africa Orientale ed è stato decorato al Valore Militare.
L’uniforme rinvenuta insieme all’elmo è una uniforme da sera (nera) in uso nel Regio Esercito italiano e adottata dalla riforma Baistrocchi (1933). Non più in uso con l’entrata in guerra nel 1940. Questa uniforme riporta le profilature arancione e la mostreggiatura da Capitano delle Scuole di Cavalleria o dei Palafrenieri. Le altre spalline sia in stoffa che metalliche sono da Capitano dei Dragoni e profilate in giallo, colore regolamentare del Genova Cavalleria.
In foto vi è anche un elmo da parata stile 1915-16 in cartone pressato con fregio dei Cavalleggeri del 1925 (probabilmente questo Ufficiale prima di entrare nei quadri del “Genova Cavalleria” è transitato nei Cavalleggeri e poi nei Palafrenieri, come d’usanza nella Cavalleria all’epoca). Tali elmi di cartone, acquistati privatamente dall’Unione Militare, erano destinati ai soli Ufficiali.

L’elmo di Cavalleria, derivato con qualche modifica dal modello 1833/1842, era riservato agli appartenenti ai primi quattro Reggimenti di Cavalleria (Nizza Cavalleria, Piemonte Reale Cavalleria, Savoia Cavalleria e Genova Cavalleria). Si componeva di:
– un cimiero in metallo giallo (dorato per gli Ufficiali, in ottone per la truppa);
– un turbante ricoperto di pelle di foca;
– una coppa (in argento o in alpacca argentata per gli Ufficiali, in ferro nichelato per Sottufficiali e truppa) collocata sopra il turbante e sulla quale era collocato il cimiero;
– due orecchioni(che componevano il soggolo) in metallo dorato;
– una croce in metallo.
Il cimiero era ornato di incisioni e terminava all’estremità superiore con una testa di leone ed all’estremità inferiore con un fregio portante la cifra reale del sovrano.
Nell’elmo da Sottufficiale e da truppa le incisioni del cimiero erano meno dettagliate dell’elmo da Ufficiale e la testa di leone era piatta, molto in rilievo per gli elmi da Ufficiale.
Gli orecchioni erano fermati ai due lati da due rosoni. Erano composti da 10 squame ed erano uniti sul davanti da una fibbietta nera. Sotto il rosone sinistro era sistemata la coccarda nazionale che era in seta per gli Ufficiali e Marescialli, in lana per gli altri Sottufficiali, in lattone e in cuoio verniciato per la truppa.
La croce era collocata frontalmente sul turbante ed era bombata per gli Ufficiali e Sottufficiali, piatta per la truppa.
L’elmo da Ufficiale poteva essere dotato di una nappina con tulipa (che veniva fissata con una vite sul lato sinistro) sulla quale andava ad infilarsi l’aigrettes (il pennacchio bianco di airone) del Colonnello comandante il Reggimento.

Elmo di Cavalleria in dotazione ai Sottufficiali e alla truppa dei primi 4 Reggimenti di Dragoni, periodo Vittorio Emanuele III

Valuto e Compro elmi e colbacchi di Cavalleria, uniformi, berretti, equipaggiamenti, medaglie, armi bianche, fregi, documenti, fotografie ecc.

Elmo di Cavalleria in dotazione ai Sottufficiali e alla truppa dei primi 4 Reggimenti di Cavalleria (Dragoni), periodo Vittorio Emanuele III (1900/1946).

Questo elmo, derivato con qualche modifica dal modello 1833/1842, era riservato agli appartenenti ai primi quattro Reggimenti di Cavalleria (Nizza Cavalleria, Piemonte Reale Cavalleria, Savoia Cavalleria e Genova Cavalleria). Si componeva di:
– un cimiero in metallo giallo (dorato per gli Ufficiali, in ottone per la truppa);
– un turbante ricoperto di pelle di foca;
– una coppa (in argento o in alpacca argentata per gli Ufficiali, in ferro nichelato per Sottufficiali e truppa) collocata sopra il turbante e sulla quale era collocato il cimiero;
– due orecchioni(che componevano il soggolo) in metallo dorato;
– una croce in metallo.
Il cimiero era ornato di incisioni e terminava all’estremità superiore con una testa di leone ed all’estremità inferiore con un fregio portante la cifra reale del sovrano.
Nell’elmo da Sottufficiale e da truppa le incisioni del cimiero erano meno dettagliate dell’elmo da Ufficiale e la testa di leone era piatta, molto in rilievo per gli elmi da Ufficiale.
Gli orecchioni erano fermati ai due lati da due rosoni. Erano composti da 10 squame ed erano uniti sul davanti da una fibbietta nera. Sotto il rosone sinistro era sistemata la coccarda nazionale che era in seta per gli Ufficiali e Marescialli, in lana per gli altri Sottufficiali, in lattone e in cuoio verniciato per la truppa.
La croce era collocata frontalmente sul turbante ed era bombata per gli Ufficiali e Sottufficiali, piatta per la truppa.
L’elmo da Ufficiale poteva essere dotato di una nappina con tulipa (che veniva fissata con una vite sul lato sinistro) sulla quale andava ad infilarsi l’aigrettes (il pennacchio bianco di airone) del Colonnello comandante il Reggimento.

Spalline a frangia da Generale per uniforme nera modello 1934

Valutazione e Acquisto uniformi e accessori, spalline, fregi, berretti, elmetti e copricapi da Generale REI, MVSN, PNF, RSI ecc. periodo prima e seconda guerra mondiale, fino al 1945.

Spalline a frangia da Generale per uniforme nera modello 1934.
Trattasi di spalline d’argento a frangia da Generale di Divisione e da Generale di Corpo d’Armata, le prime con la sua scatola da trasporto o dono, le seconde facenti parte di un lotto di cimeli, spalline, fregi ed altro di un importante Generale del Regio Esercito, ex Capo di Stato Maggiore.

Medagliere di un Ufficiale del REI

Compro interi medaglieri di Ufficiali, Generali e Ammiragli, periodo Regno e Repubblica, medaglie Mauriziane, medaglie al Valore Militare (Oro, Argento e Bronzo), Ordini Cavallereschi, uniformi, copricapi, fotografie e documenti, equipaggiamenti ecc.

Medagliere appartenuto a un Ufficiale che ha combattuto nella prima guerra mondiale, in Africa Orientale e in Spagna meritando 2 medaglie d’Argento e una medaglia di Bronzo al Valore Militare.
Il porta sigarette in argento è commemorativo della Proclamazione dell’Impero, maggio 1936.