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Archivi: Collezioni

Pugnali da combattimento fascisti, del Regio Esercito e della San Marco

Valuto e Acquisto pugnali fascisti “a becco d’aquila”, da parata e da combattimento, MVSN, RSI, PNF, cinturoni, cimeli del ventennio, uniformi, copricapo, fez, medaglie e distintivi ecc.

Pugnali da combattimento fascisti, del Regio Esercito e della San Marco:

– Vari pugnali da combattimento e marcia mod. 1935 da truppa e Ufficiale MVSN;
– Pugnale da combattimento del REI modello 1939;
– Pugnale da Ardito primo tipo mod. 1917;
– Pugnale da Ufficiale della San Marco mod. 1936 “a testa di leone”.

Pugnale da combattimento e marcia modello 1935 della MVSN

Nel 1935 venne adottato per la truppa della MVSN un pugnale da combattimento e da marcia. Questo pugnale è robusto e affidabile con manico in legno naturale e lama dritta. Fodero in acciaio brunito o verniciato con minio rosso antiruggine e poi verniciato di nero. Anteriormente reca stampato a rilievo un fascio littorio sovrastante le iniziali “MVSN” disposte a settore di cerchio. Posteriormente porta un largo passante inclinato, in lamiera. Prodotto per tutti i componenti (Sottufficiali e truppa) della Milizia fascista, presenta leggere differenze che interessano in particolare i fasci e le scritte dovute ai differenti stampi ma anche all’usura di questi.
Per gli Ufficiali era previsto che il pugnale, uguale a quello adottato per la truppa, fosse di qualità migliore per finiture e materiali, con parti metalliche del fornimento cromate e manico in ebano o altro legno pregiato scuro, annerito e/o verniciato di nero.
Questi pugnali ebbero il loro battesimo nella Campagna in Africa Orientale del 1935/36 dove parteciparono 7 Divisioni Camice Nere CC.NN. della MVSN.
In questa Campagna, molti pugnali vennero personalizzati dai loro possessori incidendo il legno dell’impugnatura con scritte, simboli e motti, frasi inneggianti il Duce o anche solo riguardanti la loro famiglia a casa.
Gli Ufficiali ebbero inoltre la possibilità di acquistare i loro pugnali con i motti divisionali, realizzati ad acido sulle rispettive lame, delle 7 Divisioni cui furono suddivisi gli effettivi della Milizia durante la Campagna in A.O.I.
Queste Divisioni portavano nomi quasi tutti legati alle date di momenti basilari nella storia del movimento fascista o di quella dell’antica Roma della quale, il fascismo aveva rivendicati e fatti suoi il mito e le glorie.

Nr. 1 Divisione CC.NN. “23 marzo” (1919 – nascita del PNF), motto: “IMPLACABILE”;
Nr. 2 Divisione CC.NN. “28 ottobre” (1922 – marcia su Roma), motto: “SUMMA AUDACIA ET VIRTUS”;
Nr. 3 Divisione CC.NN. “21 aprile” (735 a.C. – fondazione di Roma), motto: “ROMA NOMEN ET OMEN”;
Nr. 4 Divisione CC:NN. “3 gennaio” (1923 – nasce lo Stato fascista), motto: “CHI OSA VINCE”;
Nr. 5 Divisione CC.NN. “1 febbraio” (1923 – nasce la MVSN), motto: “COL CUORE E COL FERRO ALLA META”;
Nr. 6 Divisione CC.NN. “Tevere”, motto: “MOLTI NEMICI MOLTO ONORE”;
Nr. 7 Divisione CC.NN. “Cirene”, ebbe vita brevissima e non ebbe alcun motto.

Portacaricatori in tela per armi automatiche, periodo RSI

Acquisto equipaggiamenti militari della prima e seconda guerra mondiale, portacaricatori individuali per armi automatiche, elmetti, uniformi, copricapi, cinturoni, medaglie, distintivi ecc.

I portacaricatori in tela della RSI (Repubblica Sociale Italiana, 1943-1945) sono tra i pezzi di buffetteria più ricercati dai collezionisti di militaria della Seconda Guerra Mondiale.
Durante questo periodo storico, la scarsità di materie prime costrinse le forze armate a sostituire il tradizionale cuoio con la tela olona o il cotone ritorto, spesso con finimenti o passanti in cuoio grigioverde di recupero.

I modelli principali includono:

– Portacaricatori per MAB 38 (Moschetto Automatico Beretta). È la tipologia in tela più comune e iconica. Poteva essere a tasche verticali singole o doppie da agganciare al cinturone.

– Portacaricatori “Samurai” (o Giubbino Pettorale). Un sistema a gilet da petto, ispirato vagamente alle corazze giapponesi, interamente cucito in robusta tela e dotato di 5 o più scomparti verticali per contenere i lunghi caricatori del MAB. Venne largamente impiegato dai reparti d’élite come i paracadutisti della Folgore e la Decima MAS.

– Portacaricatori per armi tedesche (MP40 / StG 44). Verso la fine della guerra, molti reparti della RSI vennero equipaggiati direttamente dai tedeschi con giberne a tre tasche in tela fine (canapa o cotone grezzo) e chiusure in cuoio per i caricatori dell’MP40 o del fucile d’assalto MP44.

Porta caricatori “Samurai”, raro equipaggiamento della seconda guerra mondiale

Acquisto porta caricatori originali “Samurai”, equipaggiamenti periodo prima e seconda guerra mondiale, elmetti, uniformi, copricapi, cimeli di preda bellica, medaglie, decorazioni, pugnali fascisti, MVSN, PNF,RSI ecc.

Porta caricatori per MAB “Samurai”, raro equipaggiamento della seconda guerra mondiale

Il termine “porta caricatori Samurai” (o gilet/corsetto Samurai) si riferisce principalmente a un iconico pezzo di equipaggiamento militare della Seconda Guerra Mondiale.
Si tratta di un corsetto/gilet porta caricatori pettorale sviluppato in Italia durante la Seconda Guerra Mondiale per i soldati armati di M.A.B. (Moschetto Automatico Beretta), come i paracadutisti delle divisioni Folgore e Nembo, e successivamente utilizzato dai reparti della RSI (Repubblica Sociale Italiana) come la Xª MAS.
E’ stato così soprannominato per la disposizione orizzontale e sovrapposta dei lunghi scomparti per i caricatori sul petto che ricordava l’estetica delle armature (Yoroi) dei guerrieri giapponesi.
Era realizzato in robusta tela bigia o canapa. Disponeva solitamente di 5 scomparti a doppia apertura (o gilet completi con tasche per granate) capaci di ospitare fino a 10-12 caricatori da 40 colpi, garantendo un’altissima autonomia di fuoco sul petto.

Pugnali fascisti del ventennio e da combattimento

Pugnali fascisti del ventennio da combattimento, cimeli di preda bellica austriaci e tedeschi, pugnali del REI, della San Marco e “billao” della PAI (Polizia dell’Africa Italiana:

– Vari esemplari di pugnali da combattimento e da marcia mod. 1935 da truppa e Ufficiali MVSN, alcuni personalizzati con incisione del manico;
– 2 pugnali della GIL o dell’Opera Balilla;
– 2 pugnali da combattimento del REI mod. 1939;
– pugnale da Ufficiale della San Marco mod. 1936, “a testa di leone”;
– billao (tipo di pugnale somalo) della PAI (Polizia dell’Africa Italiana);
– mazza ferrata e 2 pugnali “Sturmesser” da combattimento austriaci, cimeli di preda bellica, della prima guerra mondiale;
– pugnali da combattimento tedeschi impiegati durante la prima e seconda guerra mondiale;
– pugnale tedesco delle “SA”.

Pugnale da combattimento e marcia modello 1935 della MVSN

Nel 1935 venne adottato per la truppa della MVSN un pugnale da combattimento e da marcia. Questo pugnale è robusto e affidabile con manico in legno naturale e lama dritta. Fodero in acciaio brunito o verniciato con minio rosso antiruggine e poi verniciato di nero. Anteriormente reca stampato a rilievo un fascio littorio sovrastante le iniziali “MVSN” disposte a settore di cerchio. Posteriormente porta un largo passante inclinato, in lamiera. Prodotto per tutti i componenti (Sottufficiali e truppa) della Milizia fascista, presenta leggere differenze che interessano in particolare i fasci e le scritte dovute ai differenti stampi ma anche all’usura di questi.
Per gli Ufficiali era previsto che il pugnale, uguale a quello adottato per la truppa, fosse di qualità migliore per finiture e materiali, con parti metalliche del fornimento cromate e manico in ebano o altro legno pregiato scuro, annerito e/o verniciato di nero.
Questi pugnali ebbero il loro battesimo nella Campagna in Africa Orientale del 1935/36 dove parteciparono 7 Divisioni Camice Nere CC.NN. della MVSN.
In questa Campagna, molti pugnali vennero personalizzati dai loro possessori incidendo il legno dell’impugnatura con scritte, simboli e motti, frasi inneggianti il Duce o anche solo riguardanti la loro famiglia a casa.
Gli Ufficiali ebbero inoltre la possibilità di acquistare i loro pugnali con i motti divisionali, realizzati ad acido sulle rispettive lame, delle 7 Divisioni cui furono suddivisi gli effettivi della Milizia durante la Campagna in A.O.I.
Queste Divisioni portavano nomi quasi tutti legati alle date di momenti basilari nella storia del movimento fascista o di quella dell’antica Roma della quale, il fascismo aveva rivendicati e fatti suoi il mito e le glorie.

Nr. 1 Divisione CC.NN. “23 marzo” (1919 – nascita del PNF), motto: “IMPLACABILE”;
Nr. 2 Divisione CC.NN. “28 ottobre” (1922 – marcia su Roma), motto: “SUMMA AUDACIA ET VIRTUS”;
Nr. 3 Divisione CC.NN. “21 aprile” (735 a.C. – fondazione di Roma), motto: “ROMA NOMEN ET OMEN”;
Nr. 4 Divisione CC:NN. “3 gennaio” (1923 – nasce lo Stato fascista), motto: “CHI OSA VINCE”;
Nr. 5 Divisione CC.NN. “1 febbraio” (1923 – nasce la MVSN), motto: “COL CUORE E COL FERRO ALLA META”;
Nr. 6 Divisione CC.NN. “Tevere”, motto: “MOLTI NEMICI MOLTO ONORE”;
Nr. 7 Divisione CC.NN. “Cirene”, ebbe vita brevissima e non ebbe alcun motto.

Pugnale da combattimento modello 1935 da Ufficiale della MVSN con motto sulla lama della 4° Divisione CC.NN. 3 gennaio

Cerco e Compro pugnali fascisti MVSN con motti sulla lama o personalizzati, pugnali a becco d’aquila, Moschettieri del Duce, Mutilati, Confinaria, accessori, cinturoni e cimeli militari ecc.

Pugnale da combattimento modello 1935 da Ufficiale della MVSN con motto sulla lama della 4° Divisione CC:NN. “3 gennaio” (1923 – nasce lo Stato fascista), motto: “CHI OSA VINCE”.

Nel 1935 venne adottato per la truppa della MVSN un pugnale da combattimento e da marcia. Questo pugnale è robusto e affidabile con manico in legno naturale e lama dritta. Fodero in acciaio brunito o verniciato con minio rosso antiruggine e poi verniciato di nero. Anteriormente reca stampato a rilievo un fascio littorio sovrastante le iniziali “MVSN” disposte a settore di cerchio. Posteriormente porta un largo passante inclinato, in lamiera. Prodotto per tutti i componenti (Sottufficiali e truppa) della Milizia fascista, presenta leggere differenze che interessano in particolare i fasci e le scritte dovute ai differenti stampi ma anche all’usura di questi.
Per gli Ufficiali era previsto che il pugnale, uguale a quello adottato per la truppa, fosse di qualità migliore per finiture e materiali, con parti metalliche del fornimento cromate e manico in ebano o altro legno pregiato scuro, annerito e/o verniciato di nero.
Questi pugnali ebbero il loro battesimo nella Campagna in Africa Orientale del 1935/36 dove parteciparono 7 Divisioni Camice Nere CC.NN. della MVSN.
In questa Campagna, molti pugnali vennero personalizzati dai loro possessori incidendo il legno dell’impugnatura con scritte, simboli e motti, frasi inneggianti il Duce o anche solo riguardanti la loro famiglia a casa.
Gli Ufficiali ebbero inoltre la possibilità di acquistare i loro pugnali con i motti divisionali, realizzati ad acido sulle rispettive lame, delle 7 Divisioni cui furono suddivisi gli effettivi della Milizia durante la Campagna in A.O.I.
Queste Divisioni portavano nomi quasi tutti legati alle date di momenti basilari nella storia del movimento fascista o di quella dell’antica Roma della quale, il fascismo aveva rivendicati e fatti suoi il mito e le glorie.

Nr. 1 Divisione CC.NN. “23 marzo” (1919 – nascita del PNF), motto: “IMPLACABILE”;
Nr. 2 Divisione CC.NN. “28 ottobre” (1922 – marcia su Roma), motto: “SUMMA AUDACIA ET VIRTUS”;
Nr. 3 Divisione CC.NN. “21 aprile” (735 a.C. – fondazione di Roma), motto: “ROMA NOMEN ET OMEN”;
Nr. 4 Divisione CC:NN. “3 gennaio” (1923 – nasce lo Stato fascista), motto: “CHI OSA VINCE”;
Nr. 5 Divisione CC.NN. “1 febbraio” (1923 – nasce la MVSN), motto: “COL CUORE E COL FERRO ALLA META”;
Nr. 6 Divisione CC.NN. “Tevere”, motto: “MOLTI NEMICI MOLTO ONORE”;
Nr. 7 Divisione CC.NN. “Cirene”, ebbe vita brevissima e non ebbe alcun motto.

Pugnale da truppa della MVSN modello 1935 con impugnatura personalizzata

Compro pugnali fascisti MVSN con motti sulla lama o personalizzati, pugnali a becco d’aquila, Moschettieri del Duce, Mutilati, Confinaria, accessori, cinturoni e cimeli militari ecc.

Pugnale da combattimento modello 1935 da truppa della MVSN appartenuto a una Camicia Nera della 4° Divisione CC:NN. “3 gennaio” che ne ha intagliato e lavorato il manico, personalizzandolo con scritte e motti.

Nel 1935 venne adottato per la truppa della MVSN un pugnale da combattimento e da marcia. Questo pugnale è robusto e affidabile con manico in legno naturale e lama dritta. Fodero in acciaio brunito o verniciato con minio rosso antiruggine e poi verniciato di nero. Anteriormente reca stampato a rilievo un fascio littorio sovrastante le iniziali “MVSN” disposte a settore di cerchio. Posteriormente porta un largo passante inclinato, in lamiera. Prodotto per tutti i componenti (Sottufficiali e truppa) della Milizia fascista, presenta leggere differenze che interessano in particolare i fasci e le scritte dovute ai differenti stampi ma anche all’usura di questi.
Per gli Ufficiali era previsto che il pugnale, uguale a quello adottato per la truppa, fosse di qualità migliore per finiture e materiali, con parti metalliche del fornimento cromate e manico in ebano o altro legno pregiato scuro, annerito e/o verniciato di nero.
Questi pugnali ebbero il loro battesimo nella Campagna in Africa Orientale del 1935/36 dove parteciparono 7 Divisioni Camice Nere CC.NN. della MVSN.
In questa Campagna, molti pugnali vennero personalizzati dai loro possessori incidendo il legno dell’impugnatura con scritte, simboli e motti, frasi inneggianti il Duce o anche solo riguardanti la loro famiglia a casa.
Gli Ufficiali ebbero inoltre la possibilità di acquistare i loro pugnali con i motti divisionali, realizzati ad acido sulle rispettive lame, delle 7 Divisioni cui furono suddivisi gli effettivi della Milizia durante la Campagna in A.O.I.
Queste Divisioni portavano nomi quasi tutti legati alle date di momenti basilari nella storia del movimento fascista o di quella dell’antica Roma della quale, il fascismo aveva rivendicati e fatti suoi il mito e le glorie.

Nr. 1 Divisione CC.NN. “23 marzo” (1919 – nascita del PNF), motto: “IMPLACABILE”;
Nr. 2 Divisione CC.NN. “28 ottobre” (1922 – marcia su Roma), motto: “SUMMA AUDACIA ET VIRTUS”;
Nr. 3 Divisione CC.NN. “21 aprile” (735 a.C. – fondazione di Roma), motto: “ROMA NOMEN ET OMEN”;
Nr. 4 Divisione CC:NN. “3 gennaio” (1923 – nasce lo Stato fascista), motto: “CHI OSA VINCE”;
Nr. 5 Divisione CC.NN. “1 febbraio” (1923 – nasce la MVSN), motto: “COL CUORE E COL FERRO ALLA META”;
Nr. 6 Divisione CC.NN. “Tevere”, motto: “MOLTI NEMICI MOLTO ONORE”;
Nr. 7 Divisione CC.NN. “Cirene”, ebbe vita brevissima e non ebbe alcun motto.

Pugnale fascista della Regia Marina modello 1935

Valuto e compro pugnali di qualunque tipologia, ventennio fascista, MVSN, PNF, RSI, a becco d’aquila, da combattimento REI, personalizzati e con cofanetti, uniformi e copricapo ecc.

Pugnale realizzato e distribuito dal 1935/36 al personale dei reparti da sbarco della Regia Marina. Una delle due custodie in acciaio stampato ed entrambe d’epoca reca anteriormente in rilievo una ancora fiancheggiata dalle iniziali “R” e “M” (Regia Marina) come d’ordinanza.

Questo robusto pugnale è stato distribuito a Ufficiali, sottufficiali e graduati del Battaglione San Marco all’inizio della campagna d’Etiopia del 1935/36, subito prima della partenza per l’Africa. L’impugnatura è stata realizzata in bachelite nera stampata a caldo annegandovi il codolo della lama. Due fasci stilizzati sono presenti nell’impugnatura. Il fodero, in lamiera d’acciaio stampata, reca di solito anteriormente in rilievo una ancora fiancheggiata dalle iniziali “R” e “M” (Regia Marina). La lama è marcata al tallone “R. Marina”.

Medaglia commemorativa della Fondazione di Littoria in Oro

Acquisto medaglie e distintivi fascisti, medaglie al Valore Militare (Oro,Argento e Bronzo), Ordini Cavallereschi, decorazioni, cimeli del ventennio, uniformi, fez, copricapi, equipaggiamenti, documenti, album fotografici, pugnali fascisti e militari ecc.

Medaglia commemorativa della Fondazione di Littoria in Oro, esemplare realizzato per il Re Vittorio Emanuele III.

La medaglia per la fondazione di Littoria (l’attuale città di Latina) è una celebre emissione numismatica del 1932 (Anno XI dell’Era Fascista), coniata per commemorare la nascita della prima “città nuova”.
Fu commissionata dall’Opera Nazionale Combattenti (O.N.C.), l’ente statale responsabile della bonifica delle Paludi Pontine.

Esistono due versioni principali di questa medaglia commemorativa ufficialmente legate all’evento:

1. La versione ufficiale “Opus Romagnoli”.
È la versione più artistica e storicamente rilevante, incisa dal celebre medaglista Giuseppe Romagnoli per la Regia Zecca.
Dritto: Mostra la testa nuda di Benito Mussolini rivolta a sinistra, accompagnata dall’indicazione dell’anno fascista A – XI.
Verso: Riporta la legenda OPERA NAZIONALE COMBATTENTI – LITTORIA – XVIII DICEMBRE. L’iconografia presenta un fascio littorio e due moschetti incrociati all’interno di una ghirlanda di spighe di grano, sormontati da un elmetto militare.
Materiali e Diametro: Ha un diametro di circa 45 mm. Venne prodotta principalmente in bronzo (circa 52 grammi) e in una versione in oro estremamente rara ed esclusiva (circa 92 grammi), regalata alle massime autorità dello Stato e ai Ministri presenti all’inaugurazione.

2. La versione ufficiale “Opus Motti”.
Una seconda variante ufficiale coeva venne realizzata dall’incisore Attilio Motti.
Dritto: Presenta il profilo e la testa nuda del re Vittorio Emanuele III rivolto verso destra.
Verso: Mantiene elementi molto simili alla versione di Romagnoli, con la dicitura OPERA NAZIONALE COMBATTENTI in alto, la data LITTORIA – XVIII DICEMBRE e l’indicazione A. XI all’interno di un cartiglio, circondata da fascio, moschetti ed elmetto.
Materiali e Diametro: Anch’essa misura circa 45 mm ed è reperibile prevalentemente in bronzo.

La medaglia commemorativa in foto e in oro è stata realizzata per il Re Vittorio Emanuele III.

Elmo di Cavalleria in dotazione ai Sottufficiali e alla truppa dei primi 4 Reggimenti di Cavalleria (Dragoni), periodo Umberto I 1878/1900

Valuto e Acquisto elmi e colbacchi di Cavalleria, uniformi, copricapo, equipaggiamenti, medaglie, armi bianche, fregi, documenti, fotografie ecc.

Elmo di Cavalleria in dotazione ai Sottufficiali e alla truppa dei primi 4 Reggimenti di Cavalleria (Dragoni), periodo Umberto I (1878/1900).

Questo elmo, derivato con qualche modifica dal modello 1833/1842, era riservato agli appartenenti ai primi quattro Reggimenti di Cavalleria (Nizza Cavalleria, Piemonte Reale Cavalleria, Savoia Cavalleria e Genova Cavalleria). Si componeva di:
– un cimiero in metallo giallo (dorato per gli Ufficiali, in ottone per la truppa);
– un turbante ricoperto di pelle di foca;
– una coppa (in argento o in alpacca argentata per gli Ufficiali, in ferro nichelato per Sottufficiali e truppa) collocata sopra il turbante e sulla quale era collocato il cimiero;
– due orecchioni(che componevano il soggolo) in metallo dorato;
– una croce in metallo.
Il cimiero era ornato di incisioni e terminava all’estremità superiore con una testa di leone ed all’estremità inferiore con un fregio portante la cifra reale del sovrano.
Nell’elmo da Sottufficiale e da truppa le incisioni del cimiero erano meno dettagliate dell’elmo da Ufficiale e la testa di leone era piatta, molto in rilievo per gli elmi da Ufficiale.
Gli orecchioni erano fermati ai due lati da due rosoni. Erano composti da 10 squame ed erano uniti sul davanti da una fibbietta nera. Sotto il rosone sinistro era sistemata la coccarda nazionale che era in seta per gli Ufficiali e Marescialli, in lana per gli altri Sottufficiali, in lattone e in cuoio verniciato per la truppa.
La croce era collocata frontalmente sul turbante ed era bombata per gli Ufficiali e Sottufficiali, piatta per la truppa.
L’elmo da Ufficiale poteva essere dotato di una nappina con tulipa (che veniva fissata con una vite sul lato sinistro) sulla quale andava ad infilarsi l’aigrettes (il pennacchio bianco di airone) del Colonnello comandante il Reggimento.