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Archivi: Collezioni

Medagliere con Medaglie d’Oro al Valore Aeronautico (di entrambi i coni) di un valoroso trasvolatore pluridecorato della Regia Aeronautica

Valutazione e Acquisto medaglie al Valore Aeronautico (Oro, Argento e Bronzo), medaglie al Valore Militare, medaglie al Valore di Marina, attestati cartacei di conferimento, cimeli militari ecc.

Medagliere con Medaglie d’Oro al Valore Aeronautico (di entrambi i coni) di un valoroso trasvolatore pluridecorato della Regia Aeronautica che ha mantenuto il possesso di entrambe le medaglie d’Oro al Valore Aeronautico ricevute e coniate sia in periodo monarchico che repubblicano.

Questo Ufficiale ha fatto parte della famosa Squadriglia dei “Sorci Verdi” e ha pilotato uno dei 3 aerei Savoia Marchetti 79 (appunto uno dei tre “sorci verdi”) nella famosa trasvolata Atlantica del 25-26 gennaio 1938 Guidonia-Rio De Janerio, trasvolata per la quale è stato insignito della medaglia d’Oro al Valore Aeronautico. Ha preso parte alla guerra d Spagna e alla seconda guerra mondiale, meritando altre due medaglie d’Argento al Valore Militare. Nelle foto sono presenti le medaglie, la medaglia del 12° Stormo dei “Sorci Verdi” in Oro e i nastrini in stoffa del medagliere da apporre sulla divisa.

Come accennato, una caratteristica da parte di molti decorati di medaglia al Valore Aeronautico è stata quella di sostituire la relativa medaglia d’epoca con presente i due fasci littorio nella parte posteriore con una equivalente medaglia al Valore Aeronautica ma con il nuovo conio del 1953 e realizzata dallo scultore Pubblio Morbiducci con simboli e scritte della Repubblica Italiana.
Spesso invece entrambe le medaglie (coniate in periodo monarchico e repubblicano) sono state mantenute nella disponibilità dello stesso decorato o della sua famiglia, come per questo valoroso pilota deceduto a Roma nel 1978.

La medaglia al Valore Aeronautico monarchica è stata coniata dalla zecca di Stato in Oro, Argento e Bronzo. Sul davanti (a destra dello scudo sabaudo) vi è il simbolo della zecca di Stato e sempre sul davanti in alto sono presenti i nominativi degli incisori della zecca che l’hanno realizzata “Tailetti – Di Lazzaro”. Istituita con Regio Decreto 27.11.1927, e destinata a ricompensare atti di coraggio, perizia e filantropia compiuti a bordo di aeromobili. Dapprima destinate esclusivamente per atti personali, con Regio Decreto 20.10.1939, n°1848, la concessione venne estesa anche ai Reparti, ai Comandi e agli Enti che “partecipando collettivamente ad imprese aviatorie particolarmente difficili, abbiano contribuito ad aumentare il prestigio dell’Aeronautica Italiana”. Al rovescio insieme alla presenza di due fasci littorio, di norma, è inciso nel campo (caratterizzato dalla presenza delle due costellazione dell’Orsa e dai rilievi di nuvole) il nominativo del decorato, la data e il luogo dell’azione.

Onorificenze sabaude del Regno d’Italia

Valutazione e Acquisto onorificenze del Regno d’Italia ed estere, decorazioni, medaglie al Valore Militare, distintivi, Ordini cavallereschi smaltati di qualunque tipo e nazionalità ecc.

Onorificenze sabaude del Regno d’Italia:

– Ordine della Corona d’Italia (Cavaliere, Ufficiale, Commendatore e Grande Ufficiale);
– Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro (Cavaliere e Ufficiale);
– Ordine Coloniale della Stella d’Italia (Cavaliere, Ufficiale e Grande Ufficiale);
– Ordine Militare di Savoia (Cavaliere).

L’Ordine della Corona d’Italia fu istituito dal primo Re d’Italia Vittorio Emanuele II il 20 febbraio 1868 per commemorare le nozze del principe ereditario Umberto con la Principessa Margherita di Savoia-Genova. L’Ordine doveva ricompensare i meriti civili e militari, le belle azioni ed i servizi resi al Governo ed era suddiviso in cinque classi. Gli stranieri potevano essere ammessi nell’Ordine previa una presentazione del Ministero degli Affari Esteri. Questo Ordine è stato soppresso dalla Repubblica italiana con Legge n. 178/51.

L’origine dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro risale al 13 novembre del 1572, quando il Papa Gregorio XIII affidò al Duca Emanuele Filiberto di Savoia il Gran Magistero dell’Ordine di S. Lazzaro e quest’ultimo decise di unificarlo, con quello di San Maurizio, già da tempo appartenente alla dinastia sabauda. L’Ordine di S. Maurizio, infatti, era stato fondato dal Duca Amedeo VIII nel 1434 come religione sacra e militare dedicata al Capitano della Legione Tebana, San Maurizio, martirizzato con i suoi uomini nel 286 d.C. dall’Imperatore Diocleziano e più tardi divenuto il Santo protettore della Savoia.
L’Ordine di S. Lazzaro invece era molto più antico. E risaliva al tempo delle crociate.
Fu fondato in Terra Santa nel XII secolo durante il regno di Baldovino I con funzioni assistenziali e ospedaliere rivolte prevalentemente in favore dei lebbrosi. Caratteristiche comuni ad entrambi gli Ordini erano lo stato di decadenza nei quali versavano prima dell’unificazione avvenuta ad opera di Emanuele Filiberto e la regola di S. Agostino alla quale erano entrambi sottoposti. Gli scopi iniziali dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro erano molto simili a quelli che avevano ispirato pochi anni prima (1561) al Gran Duca di Toscana Cosimo I dei Medici la fondazione dell’Ordine di S. Stefano, ossia la lotta alle incursioni dei pirati turchi e barbareschi. I primi cavalieri dell’Ordine erano obbligati ai voti di povertà, obbedienza e castità e si dividevano in Cavalieri di Giustizia e in Cavalieri di Grazia, quest’ultimi ammessi nell’Ordine in virtù di meriti eminenti. Dalla sua fondazione l’Ordine continuò a prosperare ampliando sempre più il suo prestigio ed i suoi possedimenti e mantenendo praticamente inalterati i suoi statuti nel corso dei secoli successivi. Con le grandi innovazioni della prima metà dell’800, epoca in cui Napoleone fondò la Legion d’Onore (1892), le nuove condizioni politiche, ideologiche, culturali ed economico-sociali, convinsero i regnanti dell’epoca a modificare la struttura dell’Ordine per renderlo più adatto ai tempi. Iniziò il Re Carlo Alberto che nel 1831 suddivise l’Ordine in tre classi abolendo la distinzione tra i decorati in virtù della sola nobiltà e quelli insigniti per meriti eminenti.
Nel 1851 Vittorio Emanuele II trasformò poi l’Ordine da religioso-militare ad Ordine di merito, confermando l’abolizione della classe di Cavalieri di Giustizia con prove di nobiltà (abolizione già deliberata nel 1849), e rendendolo accessibile ad ogni cittadino. Con successivo decreto del 1855, lo stesso sovrano portò poi a cinque le classi dell’Ordine. La repubblica Italiana ha disposto la cessazione dei conferimenti d questo Ordine con l’entrata in vigore della Legge n. 178/51.

L’Ordine Coloniale della Stella d’Italia fu istituito da Vittorio Emanuele III il 18 gennaio 1914, per premiare le benemerenze degli italiani e degli indigeni delle colonie. Il Consiglio dell’Ordine, secondo la riforma del 1939, era formato dal Cancelliere, dal Sottosegretario di Stato per l’Africa Italiana, dal Primo Segretario del Magistero dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, dal Cancelliere dell’Ordine della Corona d’Italia, dai Segretari generali del Ministero dell’Africa Italiana, dal Comandante generale della Polizia Coloniale e dal Capo dell’Ufficio Militare del Ministero dell’Africa Italiana. L’Ordine poteva essere conferito anche agli stranieri ed era composto di cinque classi.

L’Ordine Militare di Savoia venne fondato il 14 agosto 1815 da Vittorio Emanuele I Re di Sardegna per ricompensare i meriti militari dei suoi soldati. Una prima modificazione ad opera di Vittorio Emanuele II portò ad un radicale cambiamento nel disegno delle insegne ed alla suddivisione dell’Ordine in quattro classi (1855), mentre una successiva modificazione di Umberto I ne elevò il numero a cinque (1895). Questo Ordine premiava non solo il Valore sul campo di battaglia ma la perizia nel condurre la battaglia per cui era riservato in particolare a Ufficiali Superiori e Generali meritevoli.
Questo Ordine è stato riconfermato con modificazioni dalla Repubblica Italiana con il Decreto n. 4 del 2 gennaio 1947 e con il cambiamento del nome in “Ordine Militare d’Italia”.

Croce al Valore Militare

Valuto e Acquisto medaglie con nastro, medaglie al Valore Militare, decorazioni, onorificenze, medaglie e distintivi smaltati, cimeli militari, uniformi ecc.

La Croce al Merito di Guerra

La croce al Merito di Guerra venne istituita il 19.1.1918 per ricompensate tutti coloro “che hanno tenuto una condotta militare che li renda degni di un pubblico encomio”. Dapprima limitata nella concessione alla sola prima guerra mondiale, venne successivamente estesa anche ai meritevoli delle Guerre d’Indipendenza in poi ed, in seguito, a tutte le campagne di guerra. Fu stabilita la concessione massima individuale di tre croci, per cui il decoratosi fregiava sempre della prima insegna, aggiungendo sul nastro una coroncina in bronzo per ogni ulteriore conferimento.

La Croce di Guerra al Valore Militare

Con Regio Decreto del 7.1.1922, vennero opportunamente distinte le “Croci al Merito di Guerra”, istituite nel 1918, concesse specificatamente per atti di Valore e pertanto considerate, di conseguenza, come 4° grado delle ricompense al Valore Militare (Oro, Argento, Bronzo). Le relative motivazioni di concessione venivano pubblicate sull’apposito bollettino. Essendo le caratteristiche dell’insegna e del relativo nastro del tutto identiche alla “Croce al Merito”, l’unica distinzione era affidata all’apposizione sul nastro stesso di un gladio intrecciato da un ramo d’alloro, con l’elsa a testa d’aquila e il motto “Fert” sulla guardia. Il numero delle concessioni pro capite era illimitato, ma il loro conferimento era circoscritto ai soli fatti accaduti in stato di guerra.

La Croce Al Valore Militare modello 1941

Con Regio Decreto del 17.10.1941, venne modificato il conio dell’insegna della “Croce di Guerra al Valore Militare” con un altro che prevedeva la dicitura “Croce al Valor Militare”. La concessione di questa medaglia venne estesa anche in tempo di pace per imprese di carattere militare. Venne mantenuto anche l’uso del gladio modello 1922 sul nastro.

La Croce al Valore Militare modello 1942

Con Regio Decreto del 5.9.1942, venne modificato il conio dell’insegna della “Croce al Valore Militare” con un altro che prevedeva la dicitura “Al Valor Militare”, fermo restando le altre caratteristiche del nastro e del gladio ivi applicato.

La Croce al Valore Militare modello 1943

Con Regio Decreto del 10.5.1943, vennero uniformate le caratteristiche del nastro della croce a quello delle altre medaglie al Valore Militare. quindi il colore del nastrino divenne azzurro e contemporaneamente venne soppresso il gladio ivi applicato.

La Croce al Valore Militare modello 1943 Varianti “A” e “B”

La Variante “A” ha il motto “Al Valore Militare”, per il resto è del tutto simile alla medaglia modello 1943. La variante “B” ha il motto incompleto, mancando infatti della preposizione “Al”.

La Croce al Valore Militare modello RSI (Repubblica Sociale Italiana)

Durante il periodo RSI non fu possibile coniare nessun modello della “Croce al Valor Militare” ma i conferimenti proseguirono ugualmente utilizzando normalmente le croci del periodo regio generalmente abrase del monogramma reale “VEIII”.

Distintivi di Brevetti di Volo

Acquisto distintivi della Regia Aeronautica, smaltati di Reparti Alpini periodo Regno e Repubblica, distintivi militari e del ventennio fascista, MVSN, PNF, RSI e del Regio Esercito, Marina, coloniali ecc.

Distintivi di Brevetti di Volo e da Osservatore della Regia Aeronautica, distintivi da aliantista e Brevetti di volo dell’Aeronautica del Tercio (in stoffa e metallo) conferiti ai piloti che hanno partecipato alla guerra di Spagna.

Medaglia a croce e scudetti da braccio di volontari che hanno combattuto nella Guerra di Spagna

Acquisto medaglie, distintivi e fregi della guerra di Spagna, scudetti da braccio, uniformi, pugnali e armi bianche, documenti, fotografie e cimeli MVSN, PNF, RSI, Regio Esercito, Aviazione, Marina e coloniali.

Medaglia a croce e scudetti da braccio di volontari che hanno combattuto nella Guerra di Spagna:

– Croce commemorativa della Divisione Volontari “Littorio”;
– Scudetto da braccio della Divisione Volontari “Fiamme Nere”;
– Scudetto da braccio in stoffa della Brigata d’Assalto “Frecce Nere”.

La Divisione Volontari “Littorio” era composta esclusivamente di volontari provenienti da Regio Esercito. Formata nel 1937, fu sempre presente in Spagna fino all’aprile del 1939. Comandante della Divisione fu il Generale Annibale Bergonzoli, noto con il nomignolo di “Barba Elettrica”, al quale fu conferita la Medaglia d’Oro al Valore Militare per i combattimenti che portarono alla conquista di Santander il 26 agosto 1937.

Pugnale a testa di leone per Ufficiali del San Marco – 1936

Acquisto pugnali fascisti a becco d’aquila, a testa di leone, Moschettieri del Duce, MVSN, PNF, RSI, pugnali personalizzati con scritte e simboli, pugnali da combattimento MVSN con motti sulla lama, cinturoni, cimeli militari ecc.

Pugnale a testa di leone per Ufficiali del San Marco adottato nel 1936.

A differenza del pugnale regolamentare della “San Marco” adottato sia dagli Ufficiali che dalla truppa (cioè il modello di grandezza maggiore con le iniziali della Regia Marina sulla custodia e sulla lama e sempre con il manico in bachelite ma senza testa di leone), questo pugnale si presume che sia un acquisto privato da parte degli Ufficiali della “San Marco” ma il fatto che è di facile reperibilità (comunque se ne trovano molti di più del pugnale regolamentare) può fare attribuire questo pugnale anche ad altri usi e adozione da parte di altri Reparti.

Pugnale da combattimento modello 1935 da Ufficiale della MVSN con motto sulla lama della 3 Divisione CC.NN. 21 aprile

Acquisto pugnali fascisti MVSN con motti sulla lama o personalizzati, pugnali a becco d’aquila, Moschettieri del Duce, Mutilati, Confinaria, accessori, cinturoni e cimeli militari ecc.

Pugnale da combattimento modello 1935 da Ufficiale della MVSN con motto sulla lama della 3 Divisione CC.NN. “21 aprile” (735 a.C. – fondazione di Roma), motto: “ROMA NOMEN ET OMEN”;

Nel 1935 venne adottato per la truppa della MVSN un pugnale da combattimento e da marcia. Questo pugnale è robusto e affidabile con manico in legno naturale e lama dritta. Fodero in acciaio brunito o verniciato con minio rosso antiruggine e poi verniciato di nero. Anteriormente reca stampato a rilievo un fascio littorio sovrastante le iniziali “MVSN” disposte a settore di cerchio. Posteriormente porta un largo passante inclinato, in lamiera. Prodotto per tutti i componenti (Sottufficiali e truppa) della Milizia fascista, presenta leggere differenze che interessano in particolare i fasci e le scritte dovute ai differenti stampi ma anche all’usura di questi.
Per gli Ufficiali era previsto che il pugnale, uguale a quello adottato per la truppa, fosse di qualità migliore per finiture e materiali, con parti metalliche del fornimento cromate e manico in ebano o altro legno pregiato scuro, annerito e/o verniciato di nero.
Questi pugnali ebbero il loro battesimo nella Campagna in Africa Orientale del 1935/36 dove parteciparono 7 Divisioni Camice Nere CC.NN. della MVSN.
In questa Campagna, molti pugnali vennero personalizzati dai loro possessori incidendo il legno dell’impugnatura con scritte, simboli e motti, frasi inneggianti il Duce o anche solo riguardanti la loro famiglia a casa.
Gli Ufficiali ebbero inoltre la possibilità di acquistare i loro pugnali con i motti divisionali, realizzati ad acido sulle rispettive lame, delle 7 Divisioni cui furono suddivisi gli effettivi della Milizia durante la Campagna in A.O.I.
Queste Divisioni portavano nomi quasi tutti legati alle date di momenti basilari nella storia del movimento fascista o di quella dell’antica Roma della quale, il fascismo aveva rivendicati e fatti suoi il mito e le glorie.

Nr. 1 Divisione CC.NN. “23 marzo” (1919 – nascita del PNF), motto: “IMPLACABILE”;
Nr. 2 Divisione CC.NN. “28 ottobre” (1922 – marcia su Roma), motto: “SUMMA AUDACIA ET VIRTUS”;
Nr. 3 Divisione CC.NN. “21 aprile” (735 a.C. – fondazione di Roma), motto: “ROMA NOMEN ET OMEN”;
Nr. 4 Divisione CC:NN. “3 gennaio” (1923 – nasce lo Stato fascista), motto: “CHI OSA VINCE”;
Nr. 5 Divisione CC.NN. “1 febbraio” (1923 – nasce la MVSN), motto: “COL CUORE E COL FERRO ALLA META”;
Nr. 6 Divisione CC.NN. “Tevere”, motto: “MOLTI NEMICI MOLTO ONORE”;
Nr. 7 Divisione CC.NN. “Cirene”, ebbe vita brevissima e non ebbe alcun motto.

Pugnale con simbolo della Falange spagnola adottato nel 1936 nella guerra civile spagnola

Acquisto pugnali e armi bianche fasciste, a becco d’aquila o a testa di leone, MVSN, Moschettieri del Duce, pugnali personalizzati con scritte e simboli, Fideliter, Mutilati e altri….

Pugnale con simbolo della Falange spagnola adottato nel 1936 e consegnato anche ai Reparti italiani che combatterono nella guerra civile spagnola.

Esistono molti modelli e varianti di questo pugnale sia nelle dimensioni che nella scritte e simboli (anche fascisti) sull’impugnatura o sulla custodia. Fu realizzato nel 1936 circa per le truppe franchiste sul modello dei pugnali tedeschi ma interamente metallico con il manico in ottone fuso e cromato. In Spagna l’uso del pugnale non era regolamentato e quindi non veniva portato in modo omogeneo, comunque sia questo pugnale o altri simili vennero distribuiti ai Reparti italiani che combatterono nella guerra di Spagna e vennero portati in Italia al loro rientro.

Medaglie e decorazioni italiane conferite nella prima guerra mondiale

Cerco e Acquisto medaglieri militari, medaglie al Valore Militare, medaglie commemorative e di Reparto, decorazioni e Ordini cavallereschi smaltati, cimeli militari ecc.

Medaglie conferite a più reduci che hanno partecipato alla prima guerra mondiale. In foto sono presenti medaglie al Valore Militare (argento e bronzo), croci al Merito di Guerra, medaglie commemorative ecc.