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Spalline, cinturoni e mostreggiature di alti funzionari dell’Amministrazione Coloniale fascista.
L’amministrazione del governo coloniale italiano in Africa si è strutturata nel corso di circa ottant’anni (1882-1960), evolvendosi da una gestione commerciale privata a un controllo statale fortemente centralizzato e militarizzato, culminato nel periodo fascista.
La direzione delle colonie faceva capo direttamente alla capitale italiana:
– Direzione Centrale: Inizialmente gestita dal Ministero degli Affari Esteri.
– Ministero delle Colonie: Istituito nel 1912 per centralizzare i servizi civili, economici e militari dei possedimenti.
– Ministero dell’Africa Italiana (MAI): Rinominato dal regime fascista nel 1937. Gestiva la Libia e l’Africa Orientale Italiana (AOI) attraverso direzioni generali specifiche per gli affari politici, civili ed economici.
Nei territori africani, l’autorità formale era piramidale.
– Il Governatore: Rappresentava la massima autorità civile e militare nella singola colonia. Rispondeva direttamente al Ministero a Roma. Nel caso dell’AOI, la carica principale era quella di Governatore Generale (o Viceré d’Etiopia).
– I Commissariati: Le colonie erano divise in circoscrizioni territoriali minori, dirette da funzionari di carriera italiani (Commissari e Residenti).
– I Capi Locali: L’amministrazione italiana utilizzava l’autorità dei capi indigeni tradizionali solo come ultimo anello della catena per la riscossione delle tasse, il mantenimento dell’ordine pubblico e la giustizia minore, mantenendoli subordinati ai residenti italiani.
L’ordinamento variava a seconda delle macro-regioni.
– Africa Settentrionale (Libia): Divisa inizialmente in Tripolitania e Cirenaica, unificate nel 1934 sotto il governatorato di Italo Balbo. Nel 1939 le quattro province costiere vennero integrate formalmente nel territorio nazionale italiano come “Diciannovesima sponda”.
– Africa Orientale Italiana (AOI): Proclamata nel 1936 dopo la guerra d’Etiopia. Univa in un unico grande governatorato l’Eritrea, la Somalia e l’Impero d’Etiopia. L’AOI era suddivisa internamente in sei governi regionali (Eritrea, Somalia, Amara, Galla e Sidama, Harar, Scioa).
La quasi totalità dell’amministrazione coloniale crollò militarmente tra il 1941 e il 1943 durante la seconda guerra mondiale, a seguito delle sconfitte contro le truppe alleate. Formalmente, l’Italia rinunciò a tutti i possedimenti con il Trattato di Pace di Parigi del 1947. L’unica eccezione fu l’AFIS (Amministrazione Fiduciaria Italiana della Somalia), un mandato decennale concesso dall’ONU tra il 1950 e il 1960 per accompagnare il Paese verso l’indipendenza.
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