
Acquisto pugnali fascisti MVSN con motti sulla lama o personalizzati, pugnali a becco d’aquila e a testa di leone, Moschettieri del Duce, Mutilati, Confinaria, PAI, accessori, cinturoni e cimeli militari ecc.
Pugnali della PAI, Billao del modello dato in dotazione alla truppa indigena.
Di produzione nazionale ispirata al tradizionale coltello arabo-somalo, in lingua locale “billao”,questo pugnale venne concepito per armarne sia i militari di polizia nazionali in colonia, sia quelli indigeni delle bande a piedi. E’ un coltello con lama potente al centro e affilata su tutto il perimetro, munito di due guancette in corno assicurate con due spinotti. Sulla guancia esterna è incassato uno scudetto ovale in ottone recante l’aquila cimata di corona reale, con le ali abbassate, artigliante un nodo sabaudo. Il manico è chiuso superiormente da una piccola calotta bombata in acciaio. La guardia è ovale, piatta, in lamiera di acciaio cromata, con le estremità leggermente rivolte alla lama. Il fodero è in cuoio grezzo cucito in margine a spirale con una striscia di pelle o di sintetico ma a pochi millimetri dal margine è rinforzato da una cucitura in filo d’ottone, alle sue estremità bloccata da due rivetti cromati che impedisce alla lama di tagliare, col tempo, la stringa di pelle. Un largo laccetto con bottone a pressione è assicurato con due rivetti al lembo superiore del cuoio che costituisce la parte posteriore del fodero, sul verso del quale è fissato con quattro rivetti il passante per la cintura.
Alcune lame recano punzonate alla base le iniziali “P.C.” (Polizia Coloniale)seguite dalla matricola il che indica come una parte sia stata prodotta prima del 1939 quando la Polizia Coloniale assunse il nome di Polizia dell’Africa Italiana (PAI).
I pugnali assegnati sia ai nazionali che agli indigeni erano tutti uguali.
La differenza era nel diverso simbolo dell’aquila sabauda all’interno dello scudetto ovale incassato nella guancia esterna del pugnale stesso.
Sui pugnali destinati ai nazionali, sul petto dell’aquila è presente uno scudo sabaudo, smaltato in bianco e rosso per gli Ufficiali, per i Generali e per i pugnali d’Onore regalati a personaggi da parte del Comandante della PAI, Generale Maraffa. Per la truppa nazionale, lo scudo sabaudo non è smaltato. Per la truppa indigena, l’aquila sabauda è priva dello scudo sabaudo sul petto.
Perse le colonie, questo pugnale rimase in dotazione alla PAI in servizio in Italia, in particolare a Roma occupata dai tedeschi e in altre città durante la campagna d’Italia 1943-45.
Un aneddoto: per contrastare l’avanzata alleata verso Roma dopo lo sbarco di Anzio-Nettuno, il Battaglione “Barbarigo” della X MAS venne inviato al fronte transitando a Roma.
Tra marò del “Barbarigo” e elementi della PAI vi fu una rissa provocata dai marò che pretendevano che gli elementi della PAI togliessero i simboli sabaudi sui loro caschi coloniali.
Il giorno dopo, come riconciliazione, a tutti i componenti del “Barbarigo”, vennero consegnati a ciascuno un pugnale della PAI ma del modello previsto per la truppa indigena senza scudo sabaudo sul petto dell’aquila alla quale i marò limarono comunque la corona ed il nodo sabaudo.
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