
Onorificenze di Grande Ufficiale dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro conferite ad un importante Generale piemontese nella prima metà dell’800.
L’origine di questo Ordine risale al 13 novembre del 1572, quando il Papa Gregorio XIII affidò al Duca Emanuele Filiberto di Savoia il Gran Magistero dell’Ordine di S. Lazzaro e quest’ultimo decise di unificarlo, con quello di San Maurizio, già da tempo appartenente alla dinastia sabauda. L’Ordine di S. Maurizio, infatti, era stato fondato dal Duca Amedeo VIII nel 1434 come religione sacra e militare dedicata al Capitano della Legione Tebana, San Maurizio, martirizzato con i suoi uomini nel 286 d.C. dall’Imperatore Diocleziano e più tardi divenuto il Santo protettore della Savoia.
L’Ordine di S. Lazzaro invece era molto più antico. E risaliva al tempo delle crociate.
Fu fondato in Terra Santa nel XII secolo durante il regno di Baldovino I con funzioni assistenziali e ospedaliere rivolte prevalentemente in favore dei lebbrosi. Caratteristiche comuni ad entrambi gli Ordini erano lo stato di decadenza nei quali versavano prima dell’unificazione avvenuta ad opera di Emanuele Filiberto e la regola di S. Agostino alla quale erano entrambi sottoposti. Gli scopi iniziali dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro erano molto simili a quelli che avevano ispirato pochi anni prima (1561) al Gran Duca di Toscana Cosimo I dei Medici la fondazione dell’Ordine di S. Stefano, ossia la lotta alle incursioni dei pirati turchi e barbareschi. I primi cavalieri dell’Ordine erano obbligati ai voti di povertà, obbedienza e castità e si dividevano in Cavalieri di Giustizia e in Cavalieri di Grazia, quest’ultimi ammessi nell’Ordine in virtù di meriti eminenti. Dalla sua fondazione l’Ordine continuò a prosperare ampliando sempre più il suo prestigio ed i suoi possedimenti e mantenendo praticamente inalterati i suoi statuti nel corso dei secoli successivi. Con le grandi innovazioni della prima metà dell’800, epoca in cui Napoleone fondò la Legion d’Onore (1892), le nuove condizioni politiche, ideologiche, culturali ed economico-sociali, convinsero i regnanti dell’epoca a modificare la struttura dell’Ordine per renderlo più adatto ai tempi. Iniziò il Re Carlo Alberto che nel 1831 suddivise l’Ordine in tre classi abolendo la distinzione tra i decorati in virtù della sola nobiltà e quelli insigniti per meriti eminenti.
Nel 1851 Vittorio Emanuele II trasformò poi l’Ordine da religioso-militare ad Ordine di merito, confermando l’abolizione della classe di Cavalieri di Giustizia con prove di nobiltà (abolizione già deliberata nel 1849), e rendendolo accessibile ad ogni cittadino. Con successivo decreto del 1855, lo stesso sovrano portò poi a cinque le classi dell’Ordine. La repubblica Italiana ha disposto la cessazione dei conferimenti d questo Ordine con l’entrata in vigore della Legge n. 178/51.
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